la famiglia D'Arpino

Nel profumo della genuinità, del sacrificio e della passione per il proprio lavoro si è svolta nella calda mattinata di oggi – giovedì 10 settembre – l’inaugurazione dell’Azienda Agricola di Andrea D’Arpino.

Un’azienda attiva già da svariati mesi, specializzata nella produzione del latte, che rifornisce la Centrale del Latte di Roma, ancor più motivo d’orgoglio per questa esportazione visto che l’azienda stessa, ed il suo titolare, sono di impronta anagnina.

Ci troviamo infatti in località Prati Gallinari, al civico 3, nelle campagne di Anagni, al confine con il territorio di Paliano, in compagnia di Andrea, dal quale ci siamo fatti raccontare la sua storia e com’è nata la sua azienda.

Andrea è un giovane, anzi giovanissimo imprenditore. Nasce ad Anagni il 29 marzo del 1999, ha 21 anni e già il peso di tanta responsabilità sulle spalle. Proviene da una famiglia che, vivendo in campagna, ha sempre avuto a che fare con gli allevamenti: ed è proprio da qui che nasce l’amore verso questo mestiere, un amore genuinamente alimentato anche dal rapporto simbiotico con suo nonno Adorno, tuttora suo consigliere e braccio destro superfidato.

Andrea in compagnia del nonno Adorno

“Andrea non fa altro che seguire suo nonno nel governare gli animali”: queste le parole di mamma Stefania, ricordando emozionata ed orgogliosa un Andrea ancora ragazzino.

Anche negli studi il nostro giovane imprenditore si indirizza verso il ramo tecnico/agrario, infatti si diploma all’Istituto “Luigi Angeloni” di Frosinone e dopo aver ottenuto la maturità, il passo successivo verso il concepimento della sua attività è stato veramente breve.

Passione, studio ed un po’ di sana follia sono i tre ingredienti, a detta del giovane anagnino, che ha mescolato per intraprendere questo mestiere. Abbiamo rivolto ad Andrea un paio di domande per conoscere meglio la sua attività.

Andrea, quali tecniche di mungitura vengono adottate nella tua Azienda?

Il latte che produco, tramite la cooperativa Casilina di Valmontone, va direttamente alla Centrale del Latte di Roma. La mungitura avviene tramite un robot che legge il collare individuale di cui ogni capo è dotato. Il collare fornisce al robot tutte le indicazione sull’animale: età, possibili gravidanze, produzione giornaliera di latte con conseguente numero di mungiture e chilogrammi di mangime ingerito; dopo quest’accurata schedatura, la macchina svolge anche un test sul latte appena munto per decretarne il marchio di Alta Qualità regolarmente certificato dall’organo ASL. Tutte le attività dell’animale vengono registrate dal robot così che io possa conoscere tutti i tratti del mio allevamento.

Fai questo lavoro ormai da tempo visto l’aiuto che hai sempre dato a nonno Adorno ed ora anche la responsabilità della tua Azienda. Come fai conciliare i tuoi 21 anni con questo mestiere?

Forse questa passione ce l’ho sempre avuta, anche se a volte mi sento veramente stanco. Prima che acquistassi il robot per la mungitura, facevo tutto a mano: mi svegliavo alle tre del mattino e rincasavo a notte fonda, ora la mia sveglia suona alle cinque del mattino, per me già è un traguardo (sorride… – n.d.r.).
Mi ricordo che mentre andavo a scuola mi capitava di studiare sul trattore e ricordo anche tutti i sacrifici fatti dalla mia famiglia, che ringrazio per avermi sempre sostenuto anche dal punto di vista economico non avendo avuto accesso a nessun tipo di fondo di investimento giovanile. Ripeto a volte sono molto stanco, ma allo stesso tempo felice per quello che faccio.

un momento del pranzo inaugurale

Nella piacevole cerimonia di inaugurazione non poteva mancare la Benedizione di Padre Virgilio dell’Ordine dei Francescani di Bellegra. Una storia “sana” quella di Andrea D’Arpino e della sua famiglia ai quali facciamo le nostre più sentite congratulazioni.

Un racconto emerso in un momento doloroso per la nostra comunità dopo la tragica vicenda di Willy Montiero Duarte: un racconto, quello di oggi, che ci auguriamo possa essere un faro di speranza: c’è necessità di storie come questa, c’è necessità di conoscenza ed educazione.

articolo e foto di Laura Fantini