Dal Partito Comunista di Anagni riceviamo la nota che segue e che pubblichiamo in forma integrale e senza modifiche:

Il Partito Comunista (PC) di Anagni esprime grande preoccupazione per quello che è accaduto in questi giorni nella nostra città, gli assembramenti che si sono verificati in particolare nella serata di mercoledì 19 agosto in Piazza Cavour ma anche in altre serate senza alcun controllo da parte degli organi preposti impone una riflessione. E’ bellissimo girare per la nostra città e vedere anagnini e turisti passeggiare e intrattenersi nei ristoranti, bar, attività commerciali, vedere i bambini correre nel centro storico senza il timore di essere investiti dalle automobili, finalmente il nostro centro storico si è animato è tornato a vivere siamo tornati a guardare il patrimonio artistico e storico della nostra bellissima città ad ammirare le trifore, le bifore, i capitelli dei palazzi a soffermarci sugli scorci che il nostro centro storico ci offre ma è necessario ricordarsi che il virus non è scomparso. Il Partito Comunista (PC) ricorda al Sindaco che è il referente istituzionale dei cittadini per ciò che attiene alla salute, alla prevenzione, ai servizi sociali.

Vale sempre e comunque il principio della sussidiarietà, in base al quale i rappresentanti eletti dai cittadini sono responsabili di fronte ad essi e di fronte alla legge della tutela della salute e della efficienza delle strutture socio-sanitarie che insistono nel territorio del Comune.

Il Sindaco ha quindi un potere di controllo e di indirizzo, troppo spesso ignorato o mal gestito.

Sebbene in riduzione rispetto ai mesi passati, l’epidemia è ben lungi dall’essere estinta, ed i dati più recenti sembrano al contrario dimostrare un progressivo incremento dei contagi, anche se la gravità della malattia COVID si è oggettivamente attenuata.

Il Partito Comunista (PC) non appartiene alle fazioni dei negazionisti, dei minimizzatori e neanche dei terroristi psicologici, ma guarda con realistica preoccupazione ai dati epidemiologici, ritenendo necessario far tesoro delle recenti esperienze e prepararsi alla possibile seconda ondata nei mesi autunno-invernali. Le vicende legate alla gestione dell’emergenza per l’epidemia da COVID-19 impongono ci impongono una  riflessione critica sull’offerta sanitaria. 

Il nostro Sistema Sanitario Nazionale, depotenziato dai tagli alla spesa pubblica applicati negli ultimi anni ha visto una costante riduzione della spesa sanitaria (con conseguente perdita di posti letto disponibili) a fronte del crescente fabbisogno sanitario e lo sbilanciamento dell’offerta verso la sanità privata. 

Anche in Ciociaria  occorre una riorganizzazione dell’assistenza sanitaria, con il potenziamento dell’offerta ospedaliera, per evitare il collasso a discapito dell’utenza e degli operatori stessi. Il Partito Comunista (PC) chiede:

riapertura degli ospedali chiusi e di tutti quelli che sono stati riconvertiti;

stabilizzazione di tutti gli operatori sanitari che stanno combattendo una battaglia durissima con pochi mezzi a disposizione, orari disumani;

abbattimento delle lunghissime liste d’attesa;

assistenza domiciliare territoriale per tutti i soggetti con patologie ed anziani non assistiti in quanto non è stata creata una rete e non sono stati dati ai medici di base gli strumenti per poter operare in sicurezza;

case di riposo gratuite e gestite direttamente dal sistema pubblico;

rilancio della sanità pubblica;

investimenti sulla ricerca scientifica a cui l’attuale governo dedica pochissimi soldi.

Il Partito Comunista (PC) continuerà a lottare per la sanità pubblica, gratuita, universale, controllata e cogestita dai lavoratori del settore, dalla popolazione e dai pazienti, che si avvalga di strutture capillari di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione su tutto il territorio e sia finanziata tramite la fiscalità generale.

E necessario:

• comunicazione continua, aggiornata ed in tempo reale dell’andamento epidemiologico nel territorio comunale

• incontri aperti con la popolazione con esperti infettivologi ed epidemiologi, in modo da fornire costante informazione e adeguata risposta scientifica ai dubbi e alle domande dei cittadini

• sensibilizzazione dei cittadini alle misure di prevenzione individuale, ed in particolare all’uso delle mascherine

• controllo dei luoghi di aggregazione giovanile e non al fine di verificare, prevenire ed evitare assembramenti

• costante verifica del rispetto delle norme igieniche negli esercizi commerciali, di vicinato e di somministrazione di alimenti

• particolare attenzione dovrà essere rivolta agli strati emarginati e sotto la soglia di povertà della popolazione.

E’ prioritario ed urgente la riapertura dell’ospedale di Anagni che dia assistenza sanitaria a tutto il territorio della zona Nord, la sanità della nostra provincia è al collasso negli anni molte strutture sono state chiuse, oggi queste strutture vanno riaperte, questo virus può essere combattuto solo con una sanità pubblica ed efficiente diffusa in tutto il territorio. Le liste d’attesa per controlli oncologici, cardiaci, ematologici ecc.. sono ormai lunghissime i pazienti che dovevano fare i controlli durante il lockdown stanno ancora aspettando di essere chiamati per poterli effettuare.

Basta con gli annunci è necessario che si intervenga concretamente il 3 luglio la Asl di Frosinone con un comunicato ha annunciato la telecardiologia per la gestione dei soggetti fragili e con patologie croniche non ci risulta ad oggi che questo servizio sia stato attivato nel nostro Distretto questo è solo un esempio dei tanti annunci della Asl e della Regione che non si sono poi tradotti in nulla.

Andrà tutto bene solo se si deciderà di mettere al centro la salute dei cittadini e non gli interessi di pochi.