Vandali, prima che ladri: per aver fatto sparire una testimonianza importante, sulla quale, in molti, contavano e avevano lavorato. E poi incivili, per non aver avuto rispetto né degli anagnini né, tantomeno, dei tanti turisti che in questi giorni, nonostante l’emergenza sanitaria in corso, passeggiano lungo Corso Vittorio Emanuele.

A spiegare cosa è accaduto è il presidente della Contrada Trivio, Carlo Cerasaro, che spiega: “dopo la nostra iniziativa di collocare i vestiti medievali all’interno di una vetrina del centro storico, questa notte è stato rubato il nostro quaderno dei pensieri. In questi giorni abbiamo documentato i bellissimi commenti dei turisti alla contrada e anche alla nostra bella città. Il quaderno, oltre a dei bellissimi pensieri, veniva imbrattato giornalmente di bestemmie e frasi poco carine per il contesto. Tutto questo in pieno centro storico, dove dovrebbe vigere il buon senso per le bellezze presenti”.

“Penso – ha aggiunto poi Carlo – che atti come questi offendano non solo la cittadinanza e il turista che vuole scoprire la nostra bella Città, ma è un’offesa alla storia. Per quanto riguarda il nostro impegno, continueremo con la nostra bella iniziativa senza farci intimidire da ignoranti”.

Sulla vicenda è intervenuto anche Alvaro Lepri, vice-presidente dell’AIAM, Associazione Interparrochiale Anagni Medievale, che spiega: “apprendo dall’amico Carlo, capocontrada della contrada Trivio, l’episodio di vandalismo e nel chiamarlo tale non mancano ulteriori termini su come definirlo, che ha subito la sua esposizione sulle attività oggettistiche e costumistiche che mettevano in risalto l’attività della contrada Trivio, destando interesse nei turisti che transitano in questi giorni nel nostro centro storico.

“Tale episodio – spiega Lepri – ci fa tornare ad un medievale oscuro di congiure e di colpi alle spalle e, non è quello che Carlo e tutti noi voglia rievocare con tanto impegno e sacrifici messi sul campo, noi vogliamo rievocare un medioevo di “ripartenza” e mai come tematica questa parola è attuale nel periodo che stiamo vivendo“.

“Nello stigmatizzare questo deplorevole episodio – conclude il vicepresidente dell’AIAM – mi associo allo stato d’animo di Carlo nella quadruplice funzione e di uguale importanza come amico, come vicepresidente dell’AIAM, come vicepresidente della Federazione Regionale Manifestazioni Storiche del Lazio e non per ultima come contradaiolo. E come avrebbe detto qualcuno dell’epoca che rievochiamo, non ti curar di loro ma guarda e passa”.