Un’azienda che è emblema dell’eccellenza e dell’altissima qualità tutta italiana, nata a Ravenna come Callegari&Chigi poi divenuta leader nella produzione di telonerie e tessuti gommati e, in seguito, evolutasi verso le applicazioni nautiche: Callegari® oggi è una delle aziende italiane che brillano di più nel settore dei grandi battelli e dei tender di lusso con produzioni tecnologicamente avanzate che hanno conquistato il mercato internazionale: qui le idee si concretizzano, prendono vita, diventano realtà, come conferma anche Pierluigi Mancini, CEO dell’azienda, che anagnia.com ha incontrato per una intervista.

Dott. Mancini, di cosa si occupa la Sua azienda?

Callegari International srl è l’azienda che in esclusiva sta rilanciando il Marchio Callegari; si tratta di un marchio importantissimo del Made in Italy nella Nautica registrato già il 16 marzo 1977. In ogni porto italiano, ma anche all’estero, ci sono decine di tenders Callegari. Uno degli obiettivi dell’azienda è quello di rilanciare la produzione di tenders e battelli di alta gamma di produzione esclusivamente Made in Italy.

Da alcuni mesi Gommoni Callegari ha avviato una collaborazione con una azienda di Anagni, Aviorec Composites, che si occupa della progettazione e della realizzazioni di parti in materiale composito. In cosa consiste questa collaborazione e in cosa sfocierà?

La collaborazione innanzitutto nasce da una amicizia. Poi c’è la passione per il mare e la voglia di creare una collaborazione industriale che unisca due settori apparentemente molto lontani, la nautica e l’aeronautica.
La collaborazione unirà un marchio importante della nautica Made in Italy e un’azienda leader nel settore della fornitura di componenti aeronautici.
Il primo progetto è la realizzazione di un Maxirib, cioè un gommone di grandi dimensioni (14 metri) che sia progettato e costruito secondo standard qualitativi del settore aeronautico. Lo stesso approccio si potrà replicare su altri modelli.

La Sua azienda ha risentito degli effetti negativi dovuti all’emergenza sanitaria? In che modo l’avete fronteggiata?

Ovviamente sì, ne abbiamo risentito. Molte trattative si sono arenate nel periodo tipico di maggiore interesse da parte dei clienti (Primavera…). Anche il completamento di alcuni allestimenti ha avuto grossi problemi per difficoltà di approvvigionamento. La crisi è stata affrontata grazie alla disponibilità di fornitori e clienti che hanno consentito che la gestione della produzione e la consegna dei battelli avvenisse senza traumi.

Quali sono le sfide più importanti per la Sua azienda nel prossimo futuro?

La sfida più importante è confermare la validità del Made in Italy. Non siamo in concorrenza con altri marchi italiani ma siamo in concorrenza con marchi stranieri.
Fanno parte della grande sfida gli investimenti necessari in ricerca, tecnologia e comunicazione.

articolo a cura di Francesco Recchia