il prof. Gaetano D'Onofrio (foto di Massimo Iachetta)

Volto noto di tante iniziative a carattere culturale e di spettacolo, giornalista, speaker, docente ordinario di Discipline Letterarie presso il Liceo “Dante Alighieri” di Anagni, esperto di promozione alla lettura, pedagogia del teatro, teatro raccontato e antropologia del racconto orale, dal 2012 è Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana per meriti artistici, culturali, sociali e militari; lui è Gaetano D’Onofrio, anagnino doc, e da oltre dieci anni cura, nei dettagli, la sezione teorico-critica del Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale di Anagni. Anagnia.com lo ha incontrato e, a pochi giorni dall’inizio dell’attesa kermesse, gli ha rivolto qualche domanda…

Prof. D’Onofrio, una edizione, quella del 2020, “in formato ridotto” rispetto alle edizioni precedenti: il Festival del Teatro medievale e rinascimentale di Anagni riuscirà comunque a prendersi la scena?

Sono convinto che il Festival anche quest’anno, nonostante le comprensibili riduzioni rispetto al programma e agli allestimenti scenici, sarà comunque all’altezza delle aspettative. Il calibro degli artisti e le performance previste riusciranno a coinvolgere gli spettatori che già da qualche settimana si fanno sentire per prenotare i posti.

“Tra Terra e Cielo” sarà il tema contenitore di questa edizione: può spiegarci meglio questo concetto?

Il Festival di quest’anno affronta la particolare tematica “Tra Terra e Cielo”, punto focale del nostro vivere quotidiano, segno evidente del nostro stare sempre nel mezzo senza riuscire a conoscere a fondo né la Terra né il Cielo. Da qui le paure e le insicurezze costanti, le difficoltà ad agire e a metterci in gioco, l’incertezza nei rapporti e nelle relazioni che spesso ci fanno sentire soli e disarmati, il timore di non farcela, ma anche la voglia di affrontare la realtà che ci fa risorgere, come esseri umani, nell’arte che non ha limiti temporali e spaziali. L’arte che può proiettarci nell’infinito e nell’eterno, che riesce ad estraniarci dal quotidiano. Ecco, il senso del tema conduttore di quest’anno è proprio ribadire che siamo sempre in bilico, appunto tra Terra e Cielo, soprattutto in questo contesto storico che stiamo vivendo dettato da dubbi e incertezze e dalla consapevolezza della nostra impotenza di fronte a ciò che è più grande di noi, ma che possiamo e dobbiamo affrontare con tutte le nostre forze e forse sconfiggere.

Per questo, anche sotto l’aspetto del linguaggio teatrale, il programma del Festival di quest’anno concentra la sua attenzione sull’essenza dell’arte della performance in una varietà di percorsi che vanno dal reeding allo storytelling, al teatro d’attore, per concludersi nell’apoteosi dell’opera lirica.

La XXVII edizione del Festival sarà dedicata a Flavio Bucci, in passato ospite del Festival, a Ezio Bosso e a Ennio Morricone: tre grandi nomi del Teatro, del Cinema e della Musica…

Ogni anno il Festival ricorda i Grandi dello spettacolo, molti dei quali sono stati ospiti ad Anagni, in particolare quest’anno il coinvolgimento emotivo sarà ancora più forte se pensiamo ad artisti di caratura internazionale come Ezio Bosso, il grande interprete Flavio Bucci ma soprattutto il nostro conterraneo Ennio Morricone, considerato il più grande compositore di colonne sonore.

Dal punto di vista “pratico”, come avverrà l’accesso agli spettacoli?

Su questo aspetto il Comune di Anagni e l’assessorato alla Cultura sono già in moto da diverso tempo e a breve saranno fornite tutte le indicazioni necessarie. Comunque gli ingressi gratuiti agli spettacoli saranno contingentati previa prenotazione, anche se bisogna tener presente che la piazza Innocenzo III è molto ampia e, pur attenendoci scrupolosamente alle norme anti-covid, si riuscirà a dare a tutti la possibilità di godersi gli spettacoli. Inoltre ci sarà un servizio d’ordine che garantirà la sicurezza di tutti.

per le foto scattate in occasione delle passate edizioni del Festival del Teatro medievale e rinascimentale di Anagni ringraziamo l’ing. Massimo Iachetta