Un’amministrazione che, come già accaduto nei precedenti sette anni di amministrazione, mette le mani nelle tasche dei cittadini: “il paese della cuccagna dove si canta e si balla tutto l’anno, scientificamente studiato per distogliere l’attenzione degli aquinati dalla incapacità politica e ammnistrativa di chi governa la Città, fatta solo di slogan e di proclami sui social, ancora una volta, e come sempre, lo pagheranno a caro prezzo i cittadini!”.

Ad affermarlo, in una nota inviata anche a questa redazione, Rita Di Sotto, Isabella Di Nallo e Fausto Tomassi, consiglieri di minoranza nel gruppo “Aquino Finalmente Nuova”. Per i tre esponenti dell’opposizione, “nel corso dell’ultimo consiglio comunale è arrivata la stangata definitiva: dopo lo “sblocco fiscale”, infatti, e nonostante la grave crisi economica che da tempo attanaglia il nostro territorio aggravata dall’emergenza Covid 19, è stata innalzata l’addizionale Irpef fino al massimo consentito dalla Legge (di più proprio non si poteva, altrimenti, statene certi, non si sarebbero fatti alcuno scrupoli), ovviamente con efficacia retroattiva al gennaio 2020, mentre sono state confermate le tariffe massime previste dalla legge sull’Imu e quelle sulla Tari.

Ed allora sappiano coloro i quali (per la verità sono rimasti in veramente in pochi e sono perlopiù quelli che ne traggono direttamente vantaggio), che ancora plaudono alla gestione scellerata dell’amministrazione Mazzaroppi, fatta di feste e festicciole e nessun risultato amministrativo, che lo spettacolo cui stiamo assistendo oramai da sette anni non è gratis, ma è finanziato da tutti i cittadini e, quindi, anche da loro; con i loro sforzi, con i loro sacrifici e le loro rinunzie per poter adempiere al loro dovere di contribuenti.

Prosegue, poi, il comunicato dei tre consiglieri: “ma il paradosso di questa situazione è che, lo abbiamo appreso in occasione dell’ultimo consiglio del 28 u.s. direttamente dall’assessore alle Finanze, cui ancora una volta dobbiamo riconoscere senso di responsabilità ed onestà intellettuale, la manovra fiscale deliberata ed i prossimi tagli alla spesa pubblica prevista (si tratta in verità di sprechi veri e proprio durati ben sette anni) non basteranno a risolvere le criticità economiche e finanziarie dell’Ente rappresentate soprattutto dalla mancanza di liquidità.

Probabilmente, infatti, si dovrà far ricorso a nuove, ulteriori, ed onerose anticipazioni di Tesoreria e a sostanziosi tagli alla spesa corrente, come per esempio quella relativa ai dipendenti comunali attraverso la eliminazione di alcune responsabilità di procedimento ovvero di servizio costate migliaia di euro sino ad ora, prima elargite a piene mani, con evidenti quando incontrovertibili vantaggi non certo collettivi, ed a breve, così apprendiamo in via ufficiosa dai nostri stessi amministratori di maggioranza, prossime alla revoca; alla chetichella, però, ed in maniera, per alcuni aspetti, anche piuttosto imbarazzante.

Ma forse il nostro caro primo cittadino in questi lunghi setteanni quando elargiva contentini a manca e a destra si era illuso di essere a capo di un Ministero ovvero di essere il sindaco di una Città Metropolitana e, quindi, di doversi adeguare per produrre chissà quali risultati amministrativi; di certo v’è che ha aumentato a dismisura la spesa pubblica senza produrre alcun risultato ed oggi è costretto a correre ai ripari e battere miseramente ritirata.

Per non parlare inoltre del proposito risalente solo a qualche mese fa, per fortuna svelato dal nostro gruppo consiliare di Aquino Finalmente Nuova, di procedere illegittimamente e sempre “ alla chetichella” alla progressione verticale di un dipendente comunale tramite selezione interna.

La procedura selettiva interna, pensate un pò, era quasi stata completata, mancava soltanto il colloquio finale del citato dipendente, e tale ulteriore illegittima operazione sarebbe stata portata a compimento con ulteriore dispendio per le casse comunali.

Ma il paradosso maggiore di tutta questa situazione è che oggi il dipendente comunale in questione, proprio a causa del clima clientelare instaurato dall’amministrazione Mazzaroppi ed oramai radicato, sembra sentirsi addirittura defraudato da chi come noi, ha ritenuto di svolgere correttamente il ruolo di controllo amministrativo che è chiamato a svolgere.

E sarà proprio questo, aldilà della necessità di una vera e propria ricostruzione della Città dal punto di vista della crescita e dello sviluppo demografico, sociale e quindi economico, il compito più arduo di chi succederà all’attuale amministrazione; sarà proprio quello di invertire la rotta dal punto di vista culturale, occorrerà sradicare definitivamente (lo sappiano i “fortunati battimani” del sindaco) una mentalità secondo la quale solo se si è vicini a chi governa si possono ottenere vantaggi e che oramai ha preso piede nella nostra Città: una mentalità figlia di un clima clientelare nel quale Libero Mazzaroppi sguazza come una triglia e nelle cui acque profonde parole come Legalità, Efficienza, Efficacia, Imparzialità, Meritocrazia e Buona Amministrazione risultano sconosciute“.