GIacomo Zito, foto di Vincenzo Caperna

Un programma «ultraristretto». Che vedrà spettacoli più «piccoli», soprattutto per non incorrere nei problemi legati all’assembramento. E che sarà dedicato alle figure di due grandi personaggi, Flavio Bucci ed Ezio Bosso. È il Festival del teatro medievale di Anagni 2020 nelle parole del neo confermato direttore artistico Giacomo Zito. Anagnia.com lo ha intervistato, a poche ore dalla sua riconferma ufficiale.

Direttore, deve essere stato difficile organizzare il Festival quest’anno…
La cosa miracolosa è proprio il fatto che il Festival si farà. Non era scontato, visto che il coronavirus ha lasciato il mondo del teatro in una condizione disastrosa sia dal punto di vista economico e psicologico. Tanti comuni hanno dovuto fare tagli sul settore cultura; per questo ad Anagni è miracoloso che il Festival sia stato confermato; decidere di farlo significava crederci.

C’è già un cartellone?
Un cartellone ufficiale ancora no. Andiamo sicuramente verso una serie di spettacoli scarni; monologhi, o produzioni con pochi attori in scena. Nomi non possiamo ancora farne perché, dopo lo stand-by, le compagnie sono caute. E, prima di fare qualche nome, voglio acquisire la disponibilità certa.

Come vi regolerete sul piano organizzativo per garantire la necessaria sicurezza ad attori e spettatori?
Per quanto riguarda il distanziamento, seguiremo i protocolli ufficiali: penso ad un servizio di prenotazioni che possa garantire un arrivo scaglionato del pubblico per evitare assembramenti. Collaboreremo con la Pro Loco, ma potremmo anche decidere di utilizzare del personale privato specializzato.

Ogni edizione del Festival è stata caratterizzata da un tema. Quale sarà il tema di quest’anno molto particolare?
L’edizione di quest’anno sarà legata al rapporto tra terra e cielo. E sarà dedicata a due artisti che ci hanno lasciato da poco, Flavio Bucci ed Ezio Bosso.