L’obiettivo turistico dell’estate 2020 è quello di raccogliere la sfida del turismo di prossimità, di cui si è parlato e si continua a parlare per la fase post Covid19: l’intento è attrarre quel tipo di turista che preferisce le gite fuori porta nel fine settimana e che tipicamente si sposta dal venerdì sera alla domenica”; è quanto si legge in una nota inviata a questa redazione dall’ufficio stampa del Comune di Anagni.

E, ancora: “dopo aver concordato con i ristoratori un primo provvedimento ZTL per favorire il riavvio post Covid19 con l’intento di contemperare le esigenze degli operatori commerciali, dei residenti e dei turisti abbiamo programmato i futuri orari ZTL“.

Dal 15 giugno al 30 giugno, dal lunedì al sabato si intende mantenere l’orario che favorisce i ristoratori: ZTL attivo dalle 13:30 alle 15:00 – orario del pranzo – e dalle 20:30 alle 23:30 – orario della cena e del dopocena. Un orario teso a favorire le attività di accoglienza e ristoro.

La domenica e i festivi si ampia la fascia oraria di chiusura, prevedendo accoglienza di maggiore flusso turistico: ZTL attivo dalle 10:00 alle 22:00, giacché si prevede il check out dalla città dei turisti nel tardo pomeriggio.

Dal 1 luglio al 31 luglio, la fascia oraria di chiusura si ampia ulteriormente: dal lunedì al venerdì dalle 13,30 alle15,30 e dalle 20,30 alle 24.00; il sabato dalle 13,30 alle 15,00 e dalle 18,00 alle 24,00; domenica e festivi dalle 10:00 alle 22:00 – per offrire al turista ma anche ai cittadini una città ospitale e vivibile.

Dal 1 agosto al 10 settembre, picco di spostamento turistico per via delle ferie e in occasione delle festività patronali: dal lunedì al venerdì ZTL attivo dalle 17,00 alle 24:00; sabato, domenica e festivi dalle 10:00 alle 24:00.

“Ancora lunga la strada, ma la rivisitazione della pessima Ordinanza del Sindaco del 26 maggio scorso è già una buona notizia – scrive il gruppo Anagni Cambia Anagni sulla propria pagina Facebook – siamo lontani da una visione organica della città, dai suoi valori, dall’attivazione delle sue leve di sviluppo economico e di qualità della vita per i cittadini.

La rettifica di un provvedimento profondamente sbagliato, seppur arrivata dopo una corale protesta, è comunque un primo atto di responsabilità. Solo un leale confronto potrebbe sopperire alla mancanza di visione di sviluppo della città, chiaramente emersa in scelte insensate e discutibili atti amministrativi.

Segno di maturità sarebbe andare oltre, confrontarsi sull’attesa realizzazione del Parco archeologico di Piscina (finanziato 80% da RL) ed il recupero dell’intera area paesaggistica, in parallelo ad un moderno piano della mobilità urbana”.

Sulla questione è intervenuto pure il Partito Comunista di Frosinone; ne pubblichiamo di seguito, integralmente, la nota giunta a questa redazione: La chiusura del centro storico di Anagni solo in alcuni orari della giornata non risolve il problema che stiamo vivendo in questo periodo di post covid-19 e del rispetto del distanziamento sociale. Il Partito Comunista ritiene necessario ed indispensabile la chiusura totale del centro storico per valorizzare il patrimonio artistico e storico della nostra bellissima città, per dare la possibilità agli anagnini e ai turisti di poter passeggiare nel corso soffermandosi a guardare le trifore, le bifore, i capitelli dei palazzi e di poter attendere fuori dai negozi per rispettare il distanziamento sociale senza essere investiti dalle automobili. Nel centro storico non ci sono solo i ristoranti ci sono anche tanti negozi e bar che purtroppo non hanno spazi adeguati e uguali ad altri davanti ai loro ingressi, tante attività che lavorano durante il giorno e che durante il lockdown sono stati essenziali per le famiglie (molti di loro anziani) che hanno potuto grazie a loro acquistare il pane, la frutta, la carne, le mascherine, la ricarica per il telefono, la lampadina e tante altre cose. Durante il periodo del lockdown il centro storico è tornato a vivere. L’esperienza del lockdown deve servirci per investire sul centro storico, tante sono le attività che potrebbero aprire, tante sono le cantine che potrebbero essere valorizzate. Bisogna tener conto che il turista non mangia soltanto, che usufruisce anche di altri servizi e di altre attività commerciali, il turista non visita la città solo il fine settimana, dobbiamo renderci conto che tutto è cambiato, è necessario che anche Anagni sia pronta a recepire i cambiamenti che questo brutto virus ci ha imposto. La chiusura dei centri storici ha dimostrato in tante città (Roma, Milano, Firenze,  Urbino, Lucca ecc..) un incremento delle attività commerciali e una maggiore vivibilità.