Anagni

Anagni protagonista indiscussa nella lotta contro il nuovo coronavirus Sars-CoV-2: in attesa dei risultati finali della sperimentazione, già ormai alle soglie della fase II-III, il Ministro della Salute Roberto Speranza ha infatti firmato un accordo con Astrazeneca – azienda globale di biofarmaceutica svedese-britannica operante nella ricerca scientifica – per la distribuzione del candidato vaccino di Oxford-Pomezia le cui dosi, circa 400 milioni, verranno appunto infialate nella città di Bonifacio VIII.


il ministro della Salute Roberto Speranza

Ad affermarlo è lo stesso Speranza: “nei precedenti giorni avevamo sottoscritto un’alleanza per il vaccino con Francia, Germania e Olanda, ora abbiamo stretto un accordo con AstraZeneca, azienda farmaceutica che per ora ha il vaccino più promettente, per 400 milioni di dosi. La prima tranche sarà disponibile già in autunno e coinvolgerà realtà italiane come l’Irbm di Pomezia mentre l’infialamento finale avverrà ad Anagni“.

lo stabilimento Sanofi di Anagni, in località Volcanello

Non è dato sapere, ad oggi, qual è l’azienda che si occuperà fisicamente del confezionamento in fiala del prezioso vaccino; gli occhi sono comunque tutti puntati sul gruppo farmaceutico francese Sanofi che proprio ad Anagni, precisamente in località Volcanello, detiene uno dei suoi stabilimenti più importanti. Fondato nel 1973, lo stabilimento di Anagni rappresenta il centro di eccellenza a livello europeo per la produzione di farmaci sterili iniettabili (liquidi in fiale e flaconi liofilizzati).

Ma c’è anche chi parla dello stabilimento Catalent, ex Bristol Myers Squibb, altra punta di diamante dell’industria farmaceutica locale, che ha sede in località Fontana del Ceraso; ipotesi, questa, che sembra essere più accreditata.

“Il candidato vaccino nasce dagli studi dell’Università di Oxford e coinvolgerà nella fase di sviluppo e produzione anche importanti realtà italiane – ha spiegato il ministro della Salute Speranza – l’impegno prevede che il percorso di sperimentazione, già in stato avanzato, si concluda in autunno con la distribuzione della prima tranche di dosi entro la fine dell’anno. Con la firma di oggi arriva un primo promettente passo avanti per l’Italia e per l’Europa. Il vaccino è l’unica soluzione definitiva al Covid 19. Per me andrà sempre considerato un bene pubblico globale, diritto di tutti, non privilegio di pochi”.