Daniele Natalia, sindaco di Anagni

Non si è fatta attendere la risposta del sindaco Daniele Natalia alla nota di Poste Italiane pubblicata in esclusiva sul nostro quotidiano nelle scorse ore: “trovo risibili i contenuti della risposta data da Poste Italiane ai cittadini e, di fatto, anche al Comune che aveva scritto per richiedere un rapido ritorno agli orari ordinari di funzionamento degli uffici postali cittadini”, spiega il sindaco in un comunicato inviato a questa redazione.

“La nota di Poste Italiane – afferma Daniele Natalia – è una presa in giro: non si può infatti dire al cittadino, magari anche anziano, di andare ad Acuto o Ferentino, così come di riversarsi ad Osteria della Fontana che ha le stesse problematiche dell’ufficio di Via della Peschiera. A questo punto devo dedurre che si tratti di un disservizio strutturale ed è inammissibile che solo gli uffici postali di Anagni non abbiano ripreso a lavorare secondo i normali orari”.

Aggiunge, poi, il primo cittadino: “le lunghe code causano problemi d’ordine pubblico, problemi alla viabilità, problemi alla salute degli utenti e questo non può essere tollerato. Le Poste, che sono un punto di riferimento per i cittadini e specialmente per le fasce di popolazione non digitalizzate, devono garantire il servizio e su questo un sindaco non può transigere. Rinnovo pertanto a Poste Italiane la richiesta di autorizzare gli sportelli di Anagni a svolgere l’orario lavorativo completo – la mattina ed il pomeriggio – essendo venute meno le esigenze per le quali l’orario ridotto era stato stabilito”.

AGGIORNAMENTO: In serata è arrivata una ulteriore nota del primo cittadino Daniele Natalia; la riportiamo di seguito, integralmente:

Il sindaco Daniele Natalia dichiara:《Ho avuto modo di constatare e di confrontarmi con alcuni dipendenti dell’ufficio postale di Via della Peschiera per la questione delle lunghe code e degli orari ridotti per il ricevimento del pubblico.

Credo sia chiaro ma voglio evidenziare che la mia richiesta non voleva essere assolutamente una nota contro i dipendenti degli uffici postali anagnini che, anzi, voglio ringraziare   per il lavoro che svolgono. Stare per 6 ore con guanti e mascherina è una dura prova per ogni lavoratore e quindi comprendo anche le difficoltà del servizio quotidiano cui vanno incontro i dipendenti delle Poste.

Voglio quindi ribadire che, al netto della disponibilità dei dipendenti degli sportelli anagnini, la mia richiesta era ed é rivolta direttamente alle direzioni regionale e nazionale di “Poste Italiane S.p.a.” che hanno l’obbligo di mettere i propri dipendenti in condizioni di lavoro ottimali e gli utenti di avere il miglior servizio possibile.

Per le norme anti-Covid tutt’ora in vigore l’ufficio postale di Anagni può avere 3 sportelli aperti anziché 6 e questo chiaramente rallenta il lavoro ed allunga le code. Chiedo però, nei limiti delle possibilità aziendali, di studiare un nuovo piano di lavoro che, proprio come nei comuni vicini, possa garantire a tempo pieno il servizio ai cittadini》.