Il Convitto Nazionale Regina Margherita, in piazza Ruggero Bonghi

Il Convitto Nazionale Regina Margherita nell’anno scolastico 2020-2021 sarà frequentato da 1003 allievi, distribuiti tra scuola primaria, scuola media e liceo linguistico e delle scienze umane, mentre le attività educative riguarderanno 14 convittrici e 166 semiconvittori/semiconvittrici; il personale docente ed educativo sarà nel numero di 130 unità ed il personale ATA sarà nel numero di 50 unità.

Si tratta di una realtà scolastica ed educativa complessa, con allievi dai sei ai diciannove anni, funzionante per ventiquattro ore al giorno dalla domenica al venerdì, che si sviluppa su due complessi immobiliari, quello del Liceo Regina Margherita di proprietà della Provincia di Frosinone e l’altro storico complesso di proprietà dello stesso Convitto; giuridicamente è un Ente di diritto pubblico, con un Consiglio di amministrazione nominato con decreto del Ministro dell’Istruzione e presieduto dal Rettore –Dirigente scolastico, legale rappresentante dell’Ente ed amministrativamente opera con due distinte contabilità, e quindi due distinti bilanci, una relativa alle attività educative e l’altra relativa alle attività scolastiche.

Dal primo settembre 2019, dopo una diatriba ultraventennale, il Convitto ha stipulato una convenzione con la Provincia di Frosinone che regola le spese inerenti la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’edificio storico e le spese di funzionamento riguardanti le attività didattiche della scuola primaria e della scuola media: si tratta di una svolta storica, che consente una migliore programmazione e gestione dello storico complesso immobiliare, gravato dal 2011 dal vincolo del MIBACT, che insiste su di un parco di proprietà oltre due ettari, con annessi terreni agricoli di proprietà di estensione analoga.

Il Convitto, fondato nel 1888 dal ministro dell’Istruzione e filosofo Ruggero Bonghi, è un’istituzione scolastica ed educativa che ha conosciuto i momenti più tragici della storia d’Italia, è stato tra l’altro sede di ospedale e di cimitero militare durante la seconda guerra mondiale, che ha pertanto l’esperienza ed il dovere civico e morale di contribuire energicamente al superamento di questa drammatica fase della pandemia che tutti stiamo vivendo, con il suo pesante carico di morti, sofferenze e stravolgimenti della vita sociale ed economica.

La sede centrale, nell’edificio storico, non ha mai chiuso ed ha garantito con la presenza quotidiana del Rettore, del DSGA, di almeno un assistente amministrativo e di almeno un collaboratore scolastico, tutte le attività amministrative e tecniche indifferibili di cui necessita un complesso immobiliare e scolastico così articolato, oltre al coordinamento delle attività amministrative svolte in regime di smart working e delle attività della didattica a distanza, rese possibili anche grazie alla fornitura alle famiglie di oltre sessanta tra computer e tablet con la relativa connettività.

In attesa della emanazione delle linee guida nazionali per la didattica in presenza, il Convitto sta provvedendo alla ricognizione dei locali e delle aree scoperte disponibili, programmandone la sistemazione e realizzandola, laddove già possibile con i fondi a disposizione, sia propri che derivanti da finanziamenti pubblici; lo svolgimento in presenza degli esami di maturità nella sede Liceo è il primo banco di prova per la ripresa delle attività didattiche in presenza e da diversi giorni stiamo predisponendo i locali ed i percorsi per la migliore riuscita dell’esame. La nostra grande comunità educante è sempre in movimento.

articolo a cura del prof. Fabio Magliocchetti, dirigente scolastico del Convitto Nazionale “Regina Margherita” di Anagni