Anagni

A qualche anno di distanza dalla chiusura dell’ospedale cittadino, un tempo punta di diamante dell’offerta sanitaria sul territorio dell’area nord della provincia di Frosinone, e a soli cinque giorni dall’inizio della sperimentazione, la città è – oggi – tra le poche realtà nazionali che si stanno accreditando come avanguardia nelle modalità, nella tempistica e nella mobilitazione di mezzi ed operatori nella realizzazione del follow-up post Covid-19.

Qui, infatti, l’associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente, BancAnagni e amministrazione comunale hanno dato vita ad un progetto pilota, tra i primi e tra i pochi in Italia, studiato nei tempi previsti secondo i dettami più aggiornati della Società Britannica di Malattie Respiratorie.

Antonio Necci

A spiegarci in cosa consiste il progetto, il dott. Antonio Necci, referente dell’associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente e tra i promotori dell’iniziativa: “si tratta di un progetto esemplare, già in fase avanzata. Senza indugi, con pragmatismo e determinazione, senza file, liste di attesa, impegnative, timbrature, interminabili telefonate senza risposta, indecifrabili biffature, inesauribili tavoli tecnici, ritardi biblici, stiamo con impegno portando avanti il controllo a domicilio dei pazienti con strumenti ad alta tecnologia, realizzato da medici specialisti, muniti di tutti gli idonei apparati di protezione secondo le modalità più aggiornate per le corrette e sicure manovre di esecuzione.

A tre, sei e dodici mesi, dall’inizio dei sintomi, i pazienti già positivi al Covid-19, vengono e verranno sottoposti ad esame ecotomografico toracico, prove di funzionalità respiratoria, esame spirometrico, saturimetria a riposo e walking-test per cogliere tempestivamente qualsiasi modificazione significativa del quadro clinico funzionale e per individuare ed intercettare i pazienti più a rischio di sviluppare esiti polmonari, al fine di consigliare ed indirizzare secondo quanto necessario per prevenzione, terapia e riabilitazione.

I pazienti Covid-19 già positivi di Anagni – spiega ancora il dott. Antonio Necci – sono oggetto di una giusta attenzione nata dall’incontro di giuste sinergie a dimostrare che con l’impegno fattivo e la concretezza delle azioni si raggiungono i risultati dovuti, attesi e nella giusta tempistica. Non solo i pazienti, ma anche i loro familiari ed alcuni gruppi di cittadini di Anagni verranno indagati per tramite degli accertamenti sierologici. Individuare se i congiunti oppure i contatti stretti, cui a suo tempo è stato negato il tampone molecolare, abbiano avuto contagio con il SarCov2 è estremamente importante per l’epidemiologia e per la comprensione della diffusione del virus. Ad Anagni, dove è presente un sistema di rilevazione delle polveri sottili, estremamente preciso, diffuso ed in tempo reale si può ipotizzare un’indagine accurata della correlazione tra inquinanti aerei e diffusione del virus”.