Esattamente trent’anni fa, l’otto giugno 1990, esattamente in questo orario – alle 18.00 – Diego Armando Marandona e Jorge Burruchaga, battendo il calcio d’inizio della partita inaugurale tra Argentina e Camerun, diedero ufficialmente inizio al Campionato del Mondo di Calcio di Italia ’90.

Una data passata alla storia, se si pensa che da quel momento il nostro Paese non ha più ospitato una manifestazione calcistica internazionale: gli occhi spiritati di Schillaci per un rigore negato, gli stadi all’avanguardia, la beffa di Maradona, le serpentine di Baggio contro la Cecoslovacchia sono solo alcuni dei ricordi rimasti nei cuori di tanti italiani.

Ciao, il logo di Italia ’90

Tanti ex ragazzi ricordano oggi con nostalgia quelle «Notti Magiche», con gli Azzurri trascinati dalle reti di Totò Schillaci, capocannoniere della competizione, bloccati in semifinale allo stadio San Paolo di Napoli proprio contro l’Argentina del “padrone di casa” Maradona, poi sconfitto e fischiato nella finale di Roma.

E proprio l’otto giugno di quell’anno, nel momento in cui pubblichiamo questo articolo, François Omam-Biyik (foto in alto) – attaccante del Camerun – volava in cielo a colpire di testa per il gol che portò alla storica vittoria della nazionale africana contro i detentori della Coppa del Mondo.

Il gol del camerunense François Omam-Biyik nella sfida tra Argentina e Camerun (0-1), gara inaugurale del campionato del mondo 1990.

Anche quella prima partita fu, a suo modo, indimenticabile: pochi, anzi quasi nessuno, avrebbero scommesso sulla vittoria dei camerunensi, rimasti tra l’altro in inferiorità numerica per l’espulsione di due giocatori. Tutta l’Italia esultò insieme ai giocatori africani che, con la loro caparbietà e con coraggio, conquistarono i tifosi.

Il giorno dopo questa storica partita inaugurale, la Nazionale italiana debuttò contro l’Austria allo stadio Olimpico di Roma: 1 a zero il risultato finale, con un bel gol di Salvatore Totò Schillaci, l’uomo nuovo del team allenato da Azeglio Vicini. Ad alzare il trofeo alla fine sarà la Germania in una finale tesa contro l’Argentina, battuta con un calcio di rigore tirato da Andreas Brehme.