il palazzo comunale di Anagni

“Ho concluso l’accesso agli atti, richiesto in qualità di consigliere comunale, riguardanti l’acquisto e la distribuzione delle mascherine ad Anagni nel periodo dell’emergenza sanitaria. I nuovi documenti acquisiti confermano la necessità e il dovere, da parte degli amministratori, di chiarire la gestione dei dispositivi di protezione individuali“.

E’ quanto si legge in una nota inviata a questa redazione dalla consigliere comunale del Partito Democratico Sandra Tagliaboschi che già nei giorni scorsi era intervenuta sulla questione della distribuzione delle mascherine acquistate dal Comune di Anagni.

“Buona parte delle mascherine acquistate dal Comune di Anagni, in totale 4200 per una spesa di 20.000 euro – si legge nella nota – risultano assegnate a uffici e funzionari comunali, forze dell’ordine e associazioni di volontariato (2864).


Altre mascherine sono state consegnate ad autorità e comunità religiose (450).
Sono 483 quelle messe a disposizione di alcuni consiglieri di maggioranza, due assessori e sindaco, al quale ne sono state donate ulteriori 200.

Infine, 403 mascherine sono andate a famiglie di cui fanno parte ultraottantenni, disabili e malati gravi, criteri ovviamente condivisibili.
A fronte di questa suddivisione, andrebbe spiegato agli anagnini soprattutto come sono state utilizzate le 683 mascherine nella disponibilità di consiglieri, assessori e sindaco.

Ma non solo. Fuori dal conteggio dei dispositivi acquistati dal Comune, la documentazione ufficiale evidenzia la consegna di ben 9.050 mascherine all’Accademia Kronos. L’associazione, tramite un post pubblicato sui social in data 7 aprile 2020, ha reso pubblico di collaborare con il Comune di Anagni per l’imbustamento e la distribuzione delle mascherine alle famiglie del territorio.

Ottima iniziativa, ma anche in questo caso non è chiaro a chi sono state consegnate queste mascherine né in base a quali requisiti sono stati individuati i cittadini destinatari.

È il momento di dire agli anagnini, soprattutto a chi le mascherine non le ha ricevute – conclude la Tagliaboschi – come è stata gestita tutta la vicenda, dal momento che sono tante le proteste dei cittadini per la decisione del Comune di non effettuare una distribuzione a tutti come avvenuto nei paesi vicini”.