Dal consigliere comunale e provinciale Gianluigi Ferretti riceviamo la nota che segue e che pubblichiamo in forma integrale e senza modifiche:

Gianluigi Ferretti

La problematica dell’ex discarica in località Radicina, sita nel Comune di Anagni, ha sempre interessato il gruppo politico Anagni Terra Nostra. Il Gruppo già nel Luglio 2018 si è premurato di presentare una interrogazione a risposta scritta alla quale il Sindaco non ha mai dato, tra l’altro, riscontro.
A dare una scossa all’immobilismo dell’Amministrazione comunale (anche se sarebbe pù corretto dire delle Amministrazioni che negli anni si sono succedute) ci ha pensato la Provincia di Frosinone che, con ordinanza n.6/2018 del 06.09.2018, ha diffidato il Sindaco, in qualità di soggetto obbligato ai sensi dell’art. 244 DLgs.vo 152/06, “a realizzare le misure di prevenzione e messa in sicurezza del sito ex discarica in località Radicina, conformemente alle procedure operative ed amministrative individuate dal DLgs. 152/2006 e della Legge Regionale 27/98 E’ seguita, poi, la Regione Lazio ch e, con Determinazione Dirigenziale n.G17009 del 19.12.2018, ha concesso il contributo di €.595.315,56 a favore del Comune di Anagni per consentire
l’avanzamento delle attività di caratterizzazione e messa in sicurezza del sito. Ebbene, dopo quasi un anno e
mezzo il Comune ha concluso i lavori e le opere per la messa in sicurezza del sito e di ciò ringraziamo pubblicamente tutta l’Amministrazione, in particolare il
Sindaco Natalia e il vice Sindaco, nonché l’assessore all’ambiente D’Ercole, per l’impegno profuso nel raggiungere questo anelato traguardo.
UN PRIMO OBIETTIVO E’ STATO RAGGIUNTO, ma è un primo obiettivo e tanto ancora c’è da fare, come l’esecuzione delle indagini per la caratterizzazione del sito ed il successivo piano di bonifica; l’avanzamento del “Piano di caratterizzazione ambientale”; la redazione, l’approvazione, nonché l’esecuzione di un piano di gestione post mortem della discarica ai sensi del D.Lgs.vo 36/2003 per gestire, monitorare e controllare l’impianto dismesso; le attività di preve nzione al fine prioritario di promuovere e conservare lo stato di salute dei cittadini ed evitare l’insorgere di malattie. Tenuto conto che la strada da perseguire sarà lunga, allo stato dei fatti ci viene naturale
domandarci: quali saranno i programmi che l’Amministrazione avrà intenzione di intraprendere
da qui a sei mesi? Quali saranno i prossimi impegni e quali gli obiettivi che si vorranno raggiungere?
Ricordiamo che la discarica è stata dismessa con ordinanza sindacale n.216 del 3.12.1997, con laquale è stata disposta la sospensione degli abbancamenti per la fuoriuscita di percolato generato dall’accumulo degli scarti dovuta alla mancata adozione delle adeguate misure di gestione. Il percolato per oltre venti anni ha riempito i fossi perimetrali, determinando la sua fuoriuscita che ha interessato i campi limitrofi su cui attualmente sono in essere attività agricole e zootecniche. Ne è conseguita la contaminazione dei suoli, delle acque superficiali e di falda, così che il percolato e le sostanze sostanze inquinanti in esso presenti hanno continuato per anni a propagarsi uinanti in esso presenti hanno continuato per anni a propagarsi e ad avvelenare suoli agricoli ed acque superficiali, che tutt’oggi sono utilizzate per l’irrigazione e ad avvelenare suoli agricoli ed acque superficiali, che tutt’oggi sono utilizzate per l’irrigazione dei campi coltivati, con un elevato pericolo che risultino colpiti sia le falde acquifere dei campi coltivati, con un elevato pericolo che risultino colpiti sia le falde acquifere sotterranee, sotterranee, sia i pozzi utilizzati dalla popolazione residente in quell’area. SI E’ GENERATO NEL TEMPO UN DANNO AMBIENTALE IMMANE, con gravi ripercussioni, sull’ambiente, anche sulla salute. Il ripristino del danno può, a detta di esperti, essere stimato in milioni di euro. E’ doveroso a questo punto domandarsi chi siano i responsabili di questo danno, chi debba rimborsare le spese che dovranno essere sostenute per la riqualificazione ambientale ed anche rimborsare le spese che dovranno essere sostenute per la riqualificazione ambientale ed anche ristorare il danno.
Affinché l’opera dell’Amministrazione sia completa è necessario che l’Amministrazione stessa citi in giudizio tutti i responsabili coinvolti in questo disastro ambientale.
E’ d’obbligo ricordare come con delibera di Giunta n.174 del 30.05.2019 si è provveduto a conferire apposconferire apposito incarico legale per il recupero delle somme relative alle spese per la messa in sicurezza e caratterizzazione del sito Radicina. Tale delibera ha ritenuto “di conferire apposito di conferire apposito incarico ad un professionista iscritto nell’Elenco degli avvocati dell’Ente affinché intraprendesse tutte le opportune azioni presso le competenti Autorità Giudiziarie nei confronti dei responsabili individuati e da individuare dell’inquinamento ambientale del sito dell’ex discarica Radicina per mancata gestione post mortem della medesima a tutela dell’interesse pubblico dei cittadini e in ossequio al principio sancito dall’art. 32 della Costituzione.

ABBIAMO IL DIRITTO DI VEDERE SANATI E RISARCITI I DANNI AMBIENTALI CHE SI SONO GENERATI NEGLI ANNI.
E’ opportuno conoscere i nomi dei responsabili ed essere rassicurati che l’attuale Amministrazione si stia attivando e facendo tutto il possibile per promuovere una causa contro i colpevoli dell’inquinamento ambientale, che per anni abbiamo subito e che ci ha esposti a gravi malattie..
Auspichiamo risposte dal Sindaco in tempi brevi perché qui c’è in ballo non solo la problematica del danno ambientale e del rispettivo risarcimento, ma anche quella prioritaria della tutela della del danno ambientale e del rispettivo risarcimento, ma anche quella prioritaria della tutela della salute pubblica.