Una lettera aperta, inviata al presidente della giunta regionale del Lazio Nicola Zingaretti, per chiedere la modifica dell’ordinanza che porta la sua firma datata 2 maggio scorso; ad inviarla per conoscenza anche alla nostra redazione dagli scranni dell’opposizione consiliare, il dott. Pietro Bianchini, esponente di “Trevi volta pagina”. Di seguito pubblichiamo integralmente e senza modifiche la lettera del dott. Bianchini, ringraziandolo per averla condivisa con la nostra redazione e con i nostri lettori:

Egregio Presidente,
Le scrivo, in qualità di consigliere di minoranza del Comune di Trevi nel Lazio (FR), per sottoporre alla Sua attenzione la peculiare problematica creatasi, a seguito delle misure adottate per il contenimento dell’epidemia di Covid-19, da ultimo la Sua Ordinanza regionale del 02 maggio 2020, presso gli Altipiani di Arcinazzo.

Quest’ultima, infatti, nota località residenziale, a spiccata vocazione turistica, dal punto di vista amministrativo, risulta divisa fra tre comuni (Trevi nel Lazio, Arcinazzo Romano e Piglio) e due province (Roma e Frosinone). Si tratta di una situazione che, già di per sé, determina una complicata azione amministrativa, con ciò a sottolineare la difficoltà, per la stessa, di poter beneficiare di politiche convergenti ed omogenee.

I recenti provvedimenti adottati dal Governo avevano già creato il paradosso per cui persone residenti in un unico centro urbano, in linea teorica, non avrebbero potuto muoversi liberamente anche per pochi metri e, in alcuni casi, nemmeno per spostamenti consentiti. A titolo esemplificativo, un residente in Arcinazzo Romano (RM), infatti, non avrebbe potuto recarsi presso le attività commerciali, di prodotti alimentari, site a qualche decina di metri dalla propria casa, ma ricadenti nel Comune di Trevi nel Lazio (FR).
Stesso discorso per il distributore di carburante o la farmacia, ricadenti nel territorio di Trevi.

Ora, con il provvedimento di ordinanza, da Lei ultimamente adottato, seppur pienamente condivisibile, per gli Altipiani di Arcinazzo si è venuto a determinare un ulteriore pregiudizio, consistente nell’impossibilità, per i cittadini ivi residenti, di svolgere attività motoria senza il rischio di passare da una provincia all’altra ed incorrere in pesanti sanzioni. Si pensi, in questo caso, al fatto che la ciclabile, ricade nel territorio di Arcinazzo Romano e non sarebbero raggiungibile da un abitante di Trevi o di Piglio, sebbene collocata a pochi passi da casa.

Vengo al dunque! Trattandosi, di fatto, di un’unica comunità che, al di là di ogni divisione amministrativa, come tale è percepita e come tale si percepisce, dovrebbe essere “liberata” dalle gabbie artificiosamente imposte, almeno per quanto concerne la mobilità dei residenti, per tutte le normali necessità, ivi compresa quella di poter svolgere attività motoria, nell’intero comprensorio degli Altipiani di Arcinazzo senza timori ed incertezze. Tenendo anche conto dell’esiguità della popolazione effettivamente residente.

A tal fine, in concreto, si propone e si richiede una specifica modifica all’ordinanza da Lei emessa, opportunamente motivata, anche a beneficio di altre località che potessero, al momento, trovarsi in una identica situazione.
La politica, a volte, deve saper cogliere anche istanze di situazioni cui è difficile, in questo caso per consistenza demografica, dare forza e voce.
Certo che saprà fornire la giusta attenzione alla problematica esposta e ringraziandoLa per quanto potrà fare, Le porgo distinti saluti.

dott. Pietro Bianchini