Dal consigliere comunale del Partito Democratico Sandra Tagliaboschi riceviamo la nota che segue e che pubblichiamo in forma integrale e senza modifiche in replica all’articolo pubblicato ieri dal nostro quotidiano:

Non capisco perché il sindaco Daniele Natalia, nel rispondere ad un’offerta di collaborazione del Partito Democratico per l’emergenza Coronavirus, mi abbia chiamato in causa dichiarando di essere io l’unica persona che non ha incontrato in questo periodo.

Come, quando e dove avrei dovuto incontrarlo? Non risulta che il sindaco abbia convocato qualche riunione con i consiglieri di opposizione per gestire la delicata fase dell’emergenza. Se avesse avuto bisogno della mia presenza avrebbe potuto tranquillamente chiamarmi, ma non lo ha mai fatto come mai ha ascoltato l’opposizione in due anni di amministrazione nonostante le mie varie richieste di confronto, ufficializzate e verbalizzate anche in Consiglio comunale.

Se poi, con la sua dichiarazione, vuole intendere che da consigliere comunale mi sarei disinteressata dei problemi legati all’emergenza, sa benissimo di mentire.

Il 20 marzo, in piena emergenza, dopo un suo comunicato con cui invitava fermamente i cittadini a stare a casa e a rispettare le regole, aggiungendo di aver disposto controlli ferrei per il rispetto delle prescrizioni governative, gli ho inviato un messaggio per condividere ed apprezzare i suoi provvedimenti.

Successivamente, Natalia ci ha invitato all’iniziativa dell’Anci del 31 marzo per commemorare le vittime della pandemia davanti al Comune, nonostante l’invito fosse rivolto soltanto ai sindaci ed erano vietati assembramenti. Anche in questo caso l’ho contattato, per comunicargli che non sarei stata presente fisicamente, ma che l’iniziativa aveva tutto il mio appoggio morale.

Ho anche chiamato il presidente del Consiglio comunale Giuseppe De Luca per chiedergli di convocare una videoconferenza dei capigruppo, ma mi è stato risposto che il servizio non era attivo, nonostante la modalità delle riunioni a distanza fosse già obbligatoria proprio in virtù dell’emergenza.

E ancora, mi sono interessata della gestione dei buoni alimentari e della spesa solidale chiedendo informazioni al vice sindaco Vittorio D’Ercole, che mi ha inviato la delibera di Giunta relativa alla prima misura ma nulla mi ha comunicato sulla seconda.

Tornando alle dichiarazioni del sindaco, perché sottolinea la mia richiesta di accesso agli atti sull’acquisto delle mascherine? Cosa vuole dimostrare? Risponda in merito, piuttosto, perché i cittadini hanno il diritto di sapere come sono stati gestiti gli acquisti e la distribuzione delle mascherine, dal momento che – a differenza di molti altri Comuni – non sono state consegnate a tutti come l’emergenza richiedeva.

In definitiva, ho sempre tenuto contatti per informarmi della gestione dell’emergenza sanitaria seppure con un basso profilo perché era quello che ritenevo corretto in un momento drammatico per tutto il Paese, quando non era opportuno mettersi in mostra sui social o aprire dibattiti politici che avrebbero soltanto caricato ulteriormente di disagi gli anagnini. Per me quello era il momento del silenzio e del rispetto delle istituzioni, continuando comunque a stare al fianco della cittadinanza.