Una voluminosa ed appariscente cabina di manovra in metallo a ridosso di uno dei più conservati tratti delle mura urbiche; ad installarla, nei giorni scorsi, i tecnici incaricati dalla società M.C. srl, appaltatrice della società 2i Rete Gas Spa. Un pugno allo stomaco per chi si trova a passare da quelle parti, proprio nel punto in cui il complesso dell’antiche mura romane di Anagni (III, IV sec. a.C) costituisce un bene culturale di assoluto valore sul piano storico ed identitario per la città e la cui realizzazione in opus quadratum ne conferisce particolare bellezza ed eleganza quale si addice alla “Dives Anagnia” raccontata nell’Eneide di Virgilio (I sec. a.C).

L’installazione della cabina nei pressi delle mura non ha lasciato indifferente il consigliere comunale di Anagni Cambia Anagni dott. Nello Di Giulio che proprio stamattina – martedì 5 maggio – ha depositato una interrogazione indirizzata al sindaco di Anagni avv. Daniele Natalia ricordandogli come nel corso dei secoli l’integrità della cinta muraria sia stata più volte attaccata da azioni belliche e fenomeni di smottamento naturali e che dopo la grande opera di ricucitura dell’arch. GA. Dosi (Dosio), a seguito dal feroce assedio degli spagnoli del duca d’Alba, importanti interventi da inizio ‘800 ne hanno salvaguardato integrità in un lungo tratto del lato est che corre dai ruderi della Porta San Nicola e, dopo alcune proprietà private, si mostra di particolare bellezza nell’area dell’antica Porta del Trivio (accesso alla via Bagno) fino all’attuale scalinata del Parco della Rimembranza.

“In varie occasioni anche Lei, Sindaco, si è dichiarato impegnato a rimuovere quanto prima alcune brutture che offendono ancora tale tratto di mura, tra cui la ricorrente vegetazione infestante e residue impalcature di cantieri mai terminati”, scrive il consigliere Di Giulio nella sua interrogazione. E ancora: “considerato che raccordi di altre reti di pubblici servizi sono correttamente ricoperti e mimetizzati con pietra calcarea e che nessun’altra struttura metallica è stata mai collocata nel sito in questione, come si potrebbe intendere dalla lettura dell’Ordinanza in oggetto?”.

L’intrusione di tale corpo di metallo a vista, secondo il consigliere di Anagni Cambia Anagni, è assolutamente in antitesi al contesto ambientale storico monumentale del luogo: “una manifesta oscenità nella bellezza del panorama urbano che si apre a chi percorre la strada di circonvallazione cittadina; così come una pessima sconvenienza nello scendere dalla monumentale via Bagno con le sue Sostruzioni Sillane (I e II sec a.C.) e pareti in opus reticolatum in stato di buona conservazione”. Per Anagni Cambia Anagni, comunque, la cabina in metallo non è l’unico problema: “l’intero quartiere Bagno – spiega ancora Di Giulio – richiederebbe un’opportuna riqualificazione, attesi anche gli importanti rinvenimenti negli studi speleologici della “Anagni sotterranea” ed il pessimo stato del manto stradale”.

Nell’interrogazione depositata stamane, Nello Di Giulio domanda – dunque – quali siano gli “studi e le ipotesi alternative che sono state effettuate prima di rilasciare l’autorizzazione all’installazione dell’ingombrante struttura di metallo in un posto così inappropriato” chiedendo al primo cittadino il “chiaro impegno ad attivare iniziative affinché la ridetta struttura venga presto rimossa e, nelle more o in subordine di quanto sopra, vengano effettuati efficaci interventi volti a rimediare al grave impatto ambientale recuperando il naturale equilibrio cromatico dell’area“.