Entro la metà di maggio, il Comune di Frosinone, quale ente promotore, presenterà il progetto del “consorzio Frosinone Alta Velocità”, il soggetto pubblico-economico che, utilizzando la formula associativa, si propone di valorizzare immediatamente le molteplici opportunità scaturenti dalla partenza dei primi treni ad alta velocità, dalla stazione di Frosinone, prevista dal prossimo mese di luglio, come annunciato dall’AD delle Ferrovie, Gianfranco Battisti. “Nei prossimi giorni sarà presentato il logo del consorzio costituito dal Capoluogo – ha dichiarato il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani – che metterà insieme imprese, categorie datoriali e dei lavoratori, associazioni, enti accademici e di alta formazione, universitaria ed artistica, ordini professionali, operatori del sistema bancario e immobiliare ed altri stakeholder che intendano valorizzare immediatamente questa nuova, grande, opportunità, sicuramente irripetibile, che discende dalla partenza dei treni superveloci dalla nostra stazione ferroviaria. Il consorzio, oltre all’obiettivo dell’analisi e della programmazione delle migliori potenzialità che potranno scaturire dalla possibilità di arrivare a Roma in appena 40 minuti,  si prefigge di attuare quegli investimenti di marketing pubblico per creare una piattaforma pubblicitaria ben strutturata direttamente sulla capitale, in grado di illustrare le varie linee di offerta qualitativa che, viceversa, proprio i romani (oltre tre milioni di persone) potranno trovare da noi, a 40 minuti di distanza, con prezzi e costi più alla portata della famiglie. In altri termini, oltre agli investimenti nel marketing all’interno del perimetro della nostra provincia, bisognerà preoccuparsi, tanto per fare un esempio, di pubblicizzare sui quotidiani cartacei e online della capitale la fotografia degli immobili presenti in città che, a parità di superficie, da noi costano un terzo o un quarto rispetto non a quelli di via del Corso, ma rispetto a quelli del Tiburtino o del Prenestino”.

Il progetto della partenza dei treni ad alta velocità dalla stazione di Frosinone poggia le basi sull’accordo sottoscritto alla villa comunale lo scorso 28 giugno 2019, alla presenza del sindaco, Nicola Ottaviani, dell’amministratore di Ferrovie, Gianfranco Battisti, e del Direttore Stazioni di RFI, Sara Venturoni, inerente alla riqualificazione dell’intero ambito urbano in cui la stazione si inserisce, attraverso l’impiego di 15 milioni di euro da parte delle Ferrovie dello Stato ed ulteriori 10 milioni di euro da parte del Comune di Frosinone. Ed è proprio partendo da quell’investimento complessivo di 25 milioni di euro, per il nuovo assetto della stazione e del quartiere, che il Presidente delle Fs, Gianfranco Battisti, ha accolto la richiesta del sindaco, Nicola Ottaviani, di utilizzare la nuova rivisitazione urbanistica, per far fermare i treni superveloci in un altro capoluogo italiano, sulla scorta di quanto già avvenuto con il riassetto delle stazioni di Padova, Modena e Reggio Emilia.

“Del resto – ha concluso il sindaco, Nicola Ottaviani – basta consultare il sito di RFI per confermare la circostanza che il principio economico e di mercato su cui si fonda il sistema dell’Alta velocità è proprio quello del collegamento veloce, alternativo al traffico aereo, tra i centri urbani dei capoluoghi Italiani, evitando qualsiasi uso, da parte di passeggeri e pendolari, proprio dell’automobile o di altri vettori. Questione del tutto diversa, invece, è quella del nodo di interscambio gomma-rotaia individuato nel territorio di Supino, al confine con l’area industriale di Frosinone, poiché quella struttura, per la quale necessariamente serviranno anni, è del tutto diversa dallo scalo passeggeri per l’alta velocità di Frosinone e sarà a servizio del traffico merci, convogliando le risorse del sistema logistico e del carico merci dell’Italia centro-meridionale diretto fino alla Scandinavia. Su questo differente tema, il capoluogo si attiverà presto per migliorare il sistema viario di collegamento con Supino e con gli altri comuni che insistono sull’area industriale, per creare una integrazione a 360 gradi anche in ordine al trasporto pubblico locale e al riassetto della rete viaria, per sfruttare al meglio le potenzialità che, tra qualche anno, potranno essere espresse dal nostro sistema industriale e commerciale”.