Fiuggi, residenze per anziani abusive: il sindaco Alioska Baccarini replica (piccato) all’assessore regionale Alessio D’Amato

Di seguito, pubblichiamo la replica del sindaco di Fiuggi Alioska Baccarini alle accuse mosse dall’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato nei giorni scorsi dalle pagine del nostro giornale. Nella morsa tra la fase emergenziale e le misure da adottare per la cosiddetta ripartenza, il primo cittadino ha spiegato: “L’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, a mezzo comunicato stampa, si è chiesto “dove era l’amministrazione comunale” riferendosi alle vicende che stanno interessando alcune strutture che ospitano anziani a Fiuggi, che avrebbero svolto attività abusive. Il condizionale è d’obbligo posto che i provvedimenti, resi ad iter autorizzativi in corso, sono ancora soggetti ad impugnativa e ricorso.Ora al di là dello stile che certamente non si confà ad un assessore regionale, mi corre l’obbligo di puntualizzare alcuni aspetti di ordine normativo e fattuale.Premesso che nella fattispecie sarebbe stato opportuno accertare in capo a chi ricadano gli obblighi dei controlli. In tal senso – sottolinea il sindaco Baccarini – è giusto far notare all’Assessore Regionale alla Sanità che tali attività di ispezione e controllo, sono proprie del servizio ASL e di quello di pubblica sicurezza, a cui va senz’altro tutto il nostro plauso, ma logica vuole che sarebbe stato meglio non attendere l’emergenza sanitaria per farli attivare! Immagino sappia l’assessore che una Amministrazione Comunale non può avere funzioni gestionali che sono proprie dei dirigenti e che non è certo un  Sindaco, nè i suoi servizi, ad avere competenza dei controlli sulle attività alberghiere e a dover assolvere tale delicato compito che la legge riserva appunto alla specifica competenza della pubblica sicurezza”.Nel solco dei ruoli, delle competenze e delle normative, il sindaco Baccarini prosegue: “Il Sindaco può emettere ordinanze contingibili ed urgenti, ex art. 50 e 54 del Testo Unico Enti Locali, in materia di sanità, igiene pubblica, pericolo ed incolumità pubblica ma, nella fattispecie, non risulta che dai verbali trasmessi – proprio da chi quei controlli ha effettuato e doveva effettuare, ASL e PS appunto, siano state rilevate tali situazioni, carenze igieniche o sanitarie, né motivi riconducibili al potere straordinario di ordinanza sindacale. Tutt’altro! Ad onor del vero in quelle strutture alberghiere non v’è stato alcun caso Covid19!  Ogni attività, di vigilanza propria del Comune (ex L.R. 41/03) presso tutte le strutture autorizzate sul territorio comunale fiuggino, è stata sempre puntualmente svolta e finanche sanzionata e trasmessa, di volta in volta, alla ASL di riferimento con cui si è avuta sempre piena collaborazione. Chiarito l’aspetto normativo, che sicuramente è sfuggito all’assessore in parola, è il caso di rappresentargli, ancora, che le strutture di cui si parla  esercitano la loro attività ancor prima che il sottoscritto venisse eletto sindaco e tanto per essere più chiari e per meglio informare lo stesso assessore regionale alla sanità, va ricordato che due delle strutture in riferimento hanno iniziato l’attività che oggi svolgono, quando alla guida del Comune di Fiuggi c’erano i suoi sodali politici. Per comprendere la reale situazione, sarebbe dunque bastato chiedere a loro!”.Infine alcuni quesiti che il sindaco Baccarini ha inoltrato al titolare della sanità regionale: “A questo punto però vorrei chiedere al sig. Alessio D’Amato, vista la particolare attenzione e solerzia che sta riservando alla città di Fiuggi, fin dall’inizio della (da lui inattesa?) pandemia, dove era la sanità regionale quando veniva chiuso l’ospedale di Anagni e ridimensionati gli ospedali di Alatri, Subiaco e Colleferro? Tanto per restare nella Ciociaria nord ed un pezzo della provincia di Roma.Dove era l’assessore regionale nei giorni scorsi quando medici ed infermieri chiedevano aiuto perché sprovvisti di dispositivi in materia di Coronavirus? Dove era lo stesso assessore quando da alcuni ospedali della Ciociaria venivano  inconsapevolmente trattati pazienti affetti da coronavirus e addirittura dimessi prima che, a loro insaputa, finissero nella migliore delle ipotesi per contagiare molti anziani ospiti nelle RSA perché non sottoposti a tampone. Quale l’attenzione riservata dal suo assessorato alle RSA, visti i veri e propri drammi che si sono consumati e si stanno consumando all’interno delle stesse? Dove è stato lui in tutti questi anni quando da Frosinone e provincia giungevano disperate grida di aiuto per via del fatto che il pronto soccorso dell’ospedale civile di Frosinone e quello di Alatri erano perennemente intasati ed i pazienti costretti sulle barelle per diversi giorni.Dove era Alessio D’Amato mentre la Regione Lazio espletava le gare per l’acquisto di mascherine? E dove era lui quando si svolgevano i fatti che “Il Tempo” racconta in un recente articolo a firma di Daniele Di Mario e Fernando M. Magliaro dal titolo: “ Le mascherine dall’imbianchino: società off shore, commercianti di prodotti per il benessere sessuale e aziende inattive da anni: ecco a chi il Lazio ha affidato le forniture”? Fatti sui quali sta indagando la Procura della Repubblica di Roma, come si legge nello stesso articolo.Perché continua ad esserci carenza di tamponi, perché non si effettuano test sierologici, cosa aspetta ad emettere ordinanze per il distanziamento sociale per la fase 2;  tutte cose che in altre Regioni stanno avvenendo da tempo.Ecco ora l’assessore Alessio D’Amato si prenda tutto il tempo necessario, ma non per prendere decisioni vitali per l’intera collettività, e ci faccia sapere, restiamo in fiduciosa attesa”.