Malgrado la pandemia mondiale in corso, lo studio recentemente diffuso dal Sistema di sorveglianza nazionale della mortalità giornaliera del Ministero della Salute, certifica che durante il periodo compreso tra il 2 marzo e il 9 aprile scorsi – nel pieno, quindi, dell’emergenza sanitaria – Frosinone ha registrato 5 decessi in meno rispetto agli anni precedenti. Dai dati, relativi alle 18 città assunte a campione dal Ministero della Salute (Aosta, Bolzano, Trieste, Torino, Milano, Brescia, Verona, Venezia, Bologna, Genova, Perugia, Civitavecchia, Roma, Frosinone, Bari, Potenza, Messina, Palermo), emerge come quello ciociaro sia l’unico capoluogo in Italia che abbia subito un calo di mortalità, inserendo nel dato tutte le patologie, dalle più leggere fino ad arrivare fino al covid-19. All’interno dell’intervallo considerato, si sono verificati complessivamente 28 decessi, inferiori, addirittura, ai 33 che venivano indicati dalle previsioni e dai modelli statistici del Sistema. Senza contare, inoltre, che tra questi 28, non tutti sono inerenti a persone effettivamente residenti nel capoluogo, tenuto conto del fatto che l’ospedale “Spaziani” ospita pazienti provenienti dalla cosiddetta area vasta e, dunque, non necessariamente residenti a Frosinone. I dati dell’andamento della mortalità giornaliera nelle diverse città mostrano incrementi significativi, in particolare nelle 2 città lombarde incluse nella sorveglianza Milano (incremento +36% mortalità), Brescia (incremento +88%).  Un eccesso significativo si osserva anche a Bolzano (incremento +34%), a Torino (+16%) e Genova (+38%). Tra le città del centro-sud, si osserva un incremento della mortalità giornaliera a Perugia, Civitavecchia, Roma e a Potenza, soprattutto nelle classi di età più anziane. “Frosinone è, dunque, l’unico capoluogo in controtendenza a livello nazionale, rispetto ai dati purtroppo drammatici diffusi dal Ministero della Salute – ha dichiarato il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani – Questo risultato è stato possibile non solo grazie al lavoro congiunto di tutte le istituzioni chiamate, ad ogni livello, a combattere la diffusione del contagio da Covid-19, ma anche, e soprattutto, alla sensibilità e all’impegno mostrati dai cittadini stessi che, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno rispettato le prescrizioni vigenti atte al contenimento del virus, ben consapevoli della necessità dei sacrifici da compiere a beneficio del diritto alla salute dell’intera collettività. La riduzione del rischio dei contagi è stata, sicuramente, permessa anche attraverso i servizi socio-assistenziali alla cittadinanza progettati e forniti dall’amministrazione comunale, per limitare le possibilità di contagio, già da oltre due mesi, mentre in altre zone d’Italia la burocrazia viaggiava a rilento, rallentando scelte e decisioni importanti.

Nel capoluogo, si pensi all’attività di recapito domiciliare per i generi di prima necessità e per i medicinali, in favore delle famiglie con disabilità o con problematiche riconducibili alla emergenza del coronavirus, realizzata in collaborazione con la cooperativa Osa, con Croce Rossa Italiana,  Diaconia e altre associazioni di volontariato presenti in rete su tutto il territorio. Oppure, agli interventi di informazione e supporto alla popolazione, condotti dalla Protezione Civile insieme agli agenti della Polizia municipale, ivi compresa la consegna dei buoni spesa e dei beni di prima necessità alle famiglie e alle persone in difficoltà, oppure durante l’erogazione mensile delle pensioni ai cittadini da parte degli uffici postali. Si pensi, poi, agli interventi di sanificazione ed igienizzazione dell’intera rete stradale oltre che dei singoli appartamenti e singole aree private, in cui si fosse verificato il contagio o la quarantena da covid-19. O, anche, al servizio gratuito di ritiro, con il sistema porta a porta, di rifiuti solidi urbani prodotti dai nuclei familiari o individuali, nei casi di quarantena o isolamento domiciliare, con esenzione temporanea dell’obbligo di differenziazione, e fornitura di appositi kit. Il Comune di Frosinone ha, inoltre, dotato le famiglie presenti in città, ad oggi, di circa 35.000 dispositivi di protezione individuale, nell’ambito del progetto “Una mascherina per tutti”, mettendo a disposizione delle singole unità familiari mascherine di alta qualità del tipo lavabile e riutilizzabile per 50/60 volte. Tutti interventi, questi, che sotto il punto di vista qualitativo e quantitativo, hanno contribuito a migliorare sensibilmente le condizioni di vita della popolazione anche nel periodo di maggior diffusione dell’emergenza sanitaria, con particolare riferimento per quelle categorie di cittadini, come gli anziani, esposti alla fragilità per motivi di salute o per profili anagrafici”.