Il momento è durissimo e la priorità ovviamente è uscire dall’emergenza sanitaria. Ma è anche l’occasione per pianificare in maniera concreta un orizzonte di salute e di non ritorno ad una malsana normalità.

Il timore della Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta è che alla ripresa delle attività, gli eventuali ulteriori distanziamenti fisici e la paura del contagio, inducano ad un massiccio uso dell’auto privata e generino un movimento enorme di mezzi inquinanti, più che in precedenza.

Lo studio dell’Arpa Lazio è illuminante e va letto nella sua interezza: è vero che il crollo delle auto in circolazione non ha scalfito la presenza di polveri sottili, il PM10, ma ha abbassato la presenza di sostanze inquinanti come monossido di azoto, benzene e biossido di azoto. Dunque, anche la popolazione di Frosinone e provincia ha respirato meno veleni! Non ci sembra una cosa di poco conto considerato il loro impatto sullo stato fisico delle persone.

Il contesto è propizio per cominciare ad attuare fin da subito misure di rieducazione e ristrutturazione ambientale, un tema che l’Amministrazione comunale di Frosinone ha sempre detto di essere al centro delle politiche cittadine. Pertanto ci aspettiamo che i piccoli passi avanti finora fatti, isole pedonali e progetti delle piste ciclabili, non vengano vanificati da “proposte di quartiere”. Ripensare la città nel suo insieme in chiave ecologica e salutistica ci appare una necessità e una responsabilità di tutti: amministratori, cittadini e imprenditori.

“Senza salute e sicurezza, la ripresa economica durerebbe come un battito di ciglia” ha ribadito il commissario Domenico Arcuri a proposito della Fase 2 dopo l’emergenza Coronavirus.

Il rispetto per la vita è la priorità! Pertanto Fiab Frosinone ritiene che si possa ridare ossigeno al commercio e all’economia locale senza toglierlo alle persone.

Queste dunque le proposte che la Federazione ha inoltrato al Governo centrale e che la sezione frusinate presenta in sintesi al sindaco e agli amministratori di Frosinone convinta che possano rappresentare il segno di svolta verso una città più vicina agli esseri umani e che possano al contempo rivitalizzare, o comunque non danneggiare, il commercio di prossimità.

Rete per la mobilità pedonale e ciclabile. Realizzazione di nuove regolamentazioni e/o infrastrutture “soft”, a basso costo e rapida attuazione per la mobilità attiva (pedonale e ciclabile) e la micromobilità, estese a tutta l’utenza fragile, anche non convenzionali e in deroga al Codice della Strada. Ad esempio: percorsi pedonali e corsie ciclabili in sola segnaletica, doppio senso bici, strade residenziali a 10 km/h aperte ai pedoni, zone 30, strade scolastiche, intermodalità bici-Trasporto Pubblico Locale.

Parcheggi di scambio. Regolamentazione degli ingressi nell’area urbana convogliando le auto nei parcheggi periferici connessi alla rete ciclabile e/o pedonale realizzata in questa fase di transizione post Covid19.

Incentivi per chi non si sposta in auto. Introduzione di forti incentivi economici e finanziamenti per il potenziamento della mobilità attiva, come alternativa all’uso dell’auto privata e complementare al trasporto pubblico. Ad esempio: Fondo interventi urgenti mobilità sostenibile dei Comuni (per realizzare quanto previsto al punto 1), bonus-mobilità per i cittadini (acquisto bici elettriche, servizi di bike sharing e micromobilità), premialità e rimborsi chilometrici.

Isole pedonali e sosta selvaggia. Mantenimento delle Isole pedonali e della sosta regolamentata, evitando il ripristino della cattiva abitudine di sostare in maniera scriteriata.

Al lavoro in maniera intelligente. Contenimento della domanda e dei picchi di mobilità lavorativa e commerciale, promuovendo in modo diffuso lo smart working come modalità facoltativa di lavoro con priorità per i pendolari extraurbani, la differenziazione degli orari di attività economiche e uffici e i sistemi di consegna a domicilio, privilegiando ed incentivando quelli su bicicletta e cargo-bike.

Informazione e promozione. Riconoscimento, promozione e finanziamento della mobilità attiva (pedonalità e ciclabilità) come modo di trasporto urbano resiliente, in quanto capace di garantire il diritto alla mobilità in sicurezza per tutti e di assorbire una quota rilevante della mobilità nel rispetto della distanza di sicurezza e con la minore occupazione di spazio, evitando di aumentare in modo insostenibile il traffico privato e congestionare i mezzi pubblici.

Ridiamo il giusto valore a ciò che conta. Fiab Frosinone ringrazia gli amministratori, i cittadini e gli imprenditori che sceglieranno la strada più sana e più rispettosa della vita.

articolo e foto a cura dell’ufficio stampa della Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta di Frosinone, che qui si ringrazia