Nell’ambito dei servizi predisposti dal Comando provinciale dell’Arma dei Carabinieri con l’obiettivo di contrastare l’inosservanza delle disposizioni inerenti all’emergenza nazionale COVID-19, nel territorio provinciale sono stati conseguiti i seguenti risultati: nel territorio del Comando Compagnia Carabinieri di Frosinone, sono state sanzionate complessivamente sei persone poiché, fermate mentre si aggiravano a piedi od a bordo di autovetture nelle vie dei comuni di residenza (e lontano dalle loro abitazioni), non hanno fornito alcuna plausibile giustificazione rientrante nei casi di urgenza e necessità. Tra queste, inoltre:
una 23enne di Sgurgola è stata anche deferita in stato di libertà alla competente A.G. poiché, oltre ad aver reiterato la violazione contenitiva COVID -19, si è resa responsabile del reato di inosservanza al foglio di via obbligatoria dal Comune di Frosinone a cui era sottoposta;
una 30enne del capoluogo è stata anche sanzionata amministrativamente poiché, fermata alla guida di un veicolo ed a seguito del successivo controllo, i militari operanti accertavano che la stessa si rendeva responsabile dell’infrazione di guida senza patente poiché mai conseguita.
Dall’inizio dell’emergenza nazionale COVID-19 i militari dipendenti la Compagnia Carabinieri di Frosinone hanno effettuato controlli nei confronti di 828 esercizi pubblici ed oltre 3.700 persone.
Nel territorio del Comando Compagnia Carabinieri di Alatri sono state sanzionate complessivamente quattro persone poiché, a seguito di un controllo non fornivano una motivazione plausibile che potesse giustificare sia la loro lontananza dalle rispettive abitazioni che lo stato di necessità ed urgenza. In particolare: un 56enne residente in Vico Nel Lazio poiché, fermato in Alatri mentre era alla guida di un veicolo, riferiva di essere giunto in quel Comune per la consegna della polizza assicuratrice ad un parroco;
due 21enni, uno di nazionalità tedesca e l’altro di nazionalità albanese, entrambi residenti a Veroli poiché, fermati nel comune di Veroli mentre erano alla guida delle rispettive autovetture, dichiaravano di essersi allontanati dalla loro abitazione per fare degli asparagi; un 30enne, residente in Veroli poiché, fermato mentre era alla guida di un veicolo, dichiarava di essersi allontanato dalla sua abitazione per distrarsi. Nel corso dell’intero servizio, inoltre, sono stati controllati due esercizi pubblici e 141 persone (tra le quali figurano le citate quattro persone sanzionate amministrativamente).
Nel territorio del Comando Compagnia Carabinieri di Anagni sono state sanzionate complessivamente tre persone poiché, fermate e sottoposte ad un controllo, non fornivano plausibili giustificazioni che potessero comprovare che la lontananza dalla loro abitazioni fosse correlata ad uno stato di urgenza e/o necessità. Nel territorio del Comando Compagnia Carabinieri di Cassino sono state sanzionate complessivamente 24 persone poiché, fermate mentre si aggiravano a piedi o a bordo di autovetture non fornivano una plausibile giustificazione rientrante nei casi di urgenza e necessità. In particolare, 19 venivano fermate nel Comune di Cassino, tre nel comune di Cervaro e due nel comune di Piedimonte San Germano. Inoltre, tra quelle sanzionate nel Comune di Cassino, un 53nne residente nella Provincia di Napoli (già gravato da vicende per guida senza patente e porto abusivo di armi) è stato anche proposto, ricorrendone i presupposti di legge, per l’irrogazione della misura di prevenzione del rimpatrio con F.V.O., con divieto di far ritorno nel Comune di Cassino per anni tre.
Inoltre, a seguito dell’attività di controllo nei confronti di attività commerciali site in Cassino, i militari hanno proposto la chiusura da 5 a 30 giorni nei confronti di un esercizio pubblico adibito alla lavorazione di latticini poiché sia i dipendenti che il titolare (proveniente dalla Provincia di Caserta e rientrante nelle 19 persone sanzionate per aver violato le misure contenitive COVID -19), venivano sorpresi mentre manipolavano gli alimenti senza indossare i dispositivi individuali di protezione (guanti e mascherine) come previsto; disponevano la chiusura per cinque giorni di un esercizio pubblico adibito alla vendita di tessuti di arredo e biancheria poiché, contrariamente a quanto disposto dal Decreto per il contenimento COVID-19, veniva trovato aperto.