“Le vicende legate alla gestione dell’emergenza per l’epidemia da COVID-19 in corso impongono ci impongono una riflessione critica sull’offerta sanitaria”; lo scrivono – in una nota inviata a questa redazione – i responsabili del Partito Comunista di Frosinone, secondo i quali “il nostro Sistema Sanitario Nazionale, depotenziato dai tagli alla spesa pubblica applicati negli ultimi anni ha visto una costante riduzione della spesa sanitaria (con conseguente perdita di posti letto disponibili) a fronte del crescente fabbisogno sanitario e lo sbilanciamento dell’offerta verso la sanità privata”.
“Anche in Ciociaria – si legge ancora nella nota – occorre una riorganizzazione dell’assistenza sanitaria, con il potenziamento dell’offerta ospedaliera, per evitare il collasso a discapito dell’utenza e degli operatori stessi. Il Partito Comunista nell’esprimere la sua solidarietà e la vicinanza al personale sanitario chiede: riapertura degli ospedali chiusi e di tutti quelli che sono stati riconvertiti;
stabilizzazione di tutti gli operatori sanitari che stanno combattendo una battaglia durissima con pochi mezzi a disposizione, orari disumani spesso senza i D.P.I. necessari; assistenza domiciliare territoriale per tutti i soggetti con patologie ed anziani non assistiti in quanto non è stata creata una rete e non sono stati dati ai medici di base gli strumenti per poter operare in sicurezza; case di riposo gratuite e gestite direttamente dal sistema pubblico; rilancio della sanità pubblica; investimenti sulla ricerca scientifica a cui l’attuale governo dedica pochissimi soldi. Il Partito Comunista continuerà a lottare per la sanità pubblica, gratuita, universale, controllata e cogestita dai lavoratori del settore, dalla popolazione e dai pazienti, che si avvalga di strutture capillari di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione su tutto il territorio e sia finanziata tramite la fiscalità generale. La causa dello sfascio della sanità è il capitalismo stesso e la legge fondamentale del suo stadio ultimo e finale, ossia l’imperialismo: la legge del massimo profitto. Ecco perché – conclude la nota del Partito Comunista – i bisogni sanitari delle masse e in generale il diritto alla salute ed a una migliore qualità della vita potranno essere pienamente garantiti solo nel socialismo con la conquista del potere politico da parte del proletariato”.