Ci scrive Mirco, consulente informatico anagnino residente nel quartiere periferico di San Filippo dove vive e lavora. Ecco la sua lettera alla nostra redazione, riproposta integralmente e senza modifiche:

In questo momento così delicato per la nostra nazione è quantomai superfluo parlare di qualsiasi argomento che non sia legato al grande sforzo compiuto dai nostri addetti ai lavori, sanitari e non, ma poiché da oltre tre settimane sarebbe cosa buona e giusta rimanere a casa, vorrei che fosse posto l’accento sulle enormi difficoltà che stanno riscontrando le persone che come me risiedono nelle zone limitrofe di Anagni; potrei parlare di San Filippo che è la mia zona, ma so per certo che molti altri concittadini soffrono di problemi di digital-divide e mancata connettività.
Questo fatto costituisce un problema ora che noi addetti ai lavori informatici siamo costretti a dare supporto da remoto, ma è ancora più grave per i ragazzi che debbono sostenere lezioni online o che magari semplicemente vorrebbero seguire un contenuto su Youtube; naturalmente la mia riflessione è rivolta all’amministrazione anagnina tutta, sia le passate che hanno creato questo ingiusto gap tecnologico-sociale, sia l’attuale che avrebbe potuto fare di più.
La critica non servirebbe a niente se non fosse costruttiva, e allora ecco che vorrei consigliare di porre più attenzione a questi temi, perché sappiamo bene che il futuro non passa solo per una visione tradizionale delle cose, ma anche per l’uso consapevole e funzionale delle tecnologie, e non è possibile pensare che vi siano scuole (come quella di San Filippo) ancora oggi non raggiunte dalla banda ultralarga.
Obiettivamente auspicherei che questo argomento fosse messo al centro dell’azione amministrativa nel breve periodo, perché non è sufficiente scrollarsi le spalle additando sempre agli altri le responsabilità del non fare.
Ci sono città che, vedendo l’inerzia della Regione e dello Stato, hanno deciso di intervenire direttamente per superare queste barriere (eventualmente chiedendo anche un contributo ai cittadini), ma da noi nulla! Silenzio!
Forse perché per ora le persone veramente interessate sono poche? e quindi “elettoralmente” parlando è poco conveniente investirci risorse e conoscenze?
Badate bene: il futuro è dietro l’angolo e nulla ci salverà se non sapremo vedere più in là del nostro naso…
Tra l’altro questi stessi cittadini, esclusi de facto da una serie di servizi che non si limitano a quelli digitali, pagano le stesse tasse dei cittadini di serie “A”… questa però è un’altra storia, e ci sarà tempo per affrontarla quando tutto sarà finito.
Ci tengo a precisare che sono vicino alle istituzioni tutte e rispetto il lavoro svolto e che questa non vuole essere una polemica da sciacalli priva di qualsiasi tipo di fondamento, ma la voce di chi da anni paga il prezzo, anche in termini di perdita economica legata alla propria attività, di anni di non curanza delle periferie della nostra cara città di Anagni.