Da Associazione Quartiere Cerere, Anagni Scuola Futura, Anagni Viva, Comitato Osteria della Fontana, Comitato S. Bartolomeo, Comitato Ponte del Papa, Diritto alla Salute, LegAmbiente Circolo di Anagni, Comitato Residenti Colleferro, Re.Tu.Va.Sa. riceviamo la lettera aperta al sindaco di Anagni Daniele Natalia che di seguito pubblichiamo integralmente e senza modifica alcuna:

In queste giornate piene di ansie, timori e incertezze cresce in ciascuno di noi il bisogno di avere una qualche certezza per alimentare la fiducia necessaria affinché i cittadini rispondano con responsabilità alle prescrizioni per il contenimento del contagio da coronavirus.
Vanno benissimo tutti gli interventi di aiuto messi in atto dall’Amministrazione per provvedere alle necessità di chi ha bisogno, dai più deboli, senza alcuna protezione sociale, alle famiglie con risorse molto scarse.
Tuttavia pensiamo che sia altrettanto necessario provvedere ad una informazione regolare, chiara, semplice ed aggiornata della situazione sanitaria riguardante la diffusione del coronavirus nella città e nel territorio e dei provvedimenti sanitari assunti per contrastarla. Perché i videomessaggi non bastano.
Pensiamo che i cittadini vogliano avere risposte ad alcuni interrogativi primari per saperne di più in merito alla loro sicurezza:

quale è il numero dei contagi accertati ad Anagni?

i controlli previsti, ai quali è tenuta la ASL, sono stati attivati?

quali sono i provvedimenti presi di conseguenza dall’Amministrazione e quali sono le protezioni previste e praticate per i familiari conviventi?

per i cittadini c’è o è allo studio, un programma di protezione generale, oltre alla sanificazione degli spazi pubblici ?

è prevista una distribuzione di mascherine, che finora non c’è stata, in vista di una graduale, lenta ripresa di attività lavorative, come già hanno provveduto a fare molti centri della provincia ?

si pensa a studiare un piano per la riapertura dell’anno scolastico, forse a settembre, quando ci sarà comunque bisogno di spazi raddoppiati per le classi, cercandoli in quelli disponibili nel centro urbano ed extra-urbano?

Infine, calato il silenzio, sulla richiesta con la quale si chiedeva di riaprire alcuni reparti dell’ex-ospedale per venire incontro all’emergenza dei posti letto e per l’assistenza sanitaria ai malati dismessi dagli ospedali che hanno ancora bisogno di cure, riteniamo che essa non rappresentasse soltanto una scelta apprezzabile di solidarietà umana e civile ma anche una possibilità di recupero dei servizi sanitari, tagliati incivilmente da scelte a dir poco infelici.
La richiesta suddetta sottoscritta anche dai Sindaci dei paesi limitrofi e sostenuta con calore da Lei in occasioni pubbliche, richiede una risposta che Associazioni, Comitati e singoli cittadini vogliono avere.
Non c’è alcuno spirito polemico, inaccettabile in questi momenti, ma non è nemmeno il momento di tirarsi indietro come cittadini, convinti che occorra fare tutto il possibile per la protezione degli anagnini. Ciò costituirebbe una iniezione di sicurezza e di fiducia nelle istituzioni di cui abbiamo un gran bisogno.