I pazienti Covid 19 positivi sono in totale 202, rispetto ai 216 di ieri; di questi, 24 pazienti necessitano di supporto respiratorio. In questa giornata sono previste ulteriori dimissioni di pazienti asintomatici o paucisintomatici. I pazienti dimessi e trasferiti a domicilio o presso altre strutture territoriali, sono a questa mattina 170. Continua il trend di aumento del numero delle dimissioni in parallelo ad un minor numero di ricoverati Covid 19 positivi.
L’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato, intanto, ha denunciato oggi un sabotaggio alle apparecchiature laboratorio per test covid19 che doveva partire oggi. “Un fatto gravissimo che ci indigna – spiega l’assessore – apprendo dal Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera San Camillo che questa notte è stato sabotato il laboratorio per il test del covid19 che doveva essere attivo da oggi. E’ stata presentata denuncia ai carabinieri, i colpevoli dovranno essere puniti”.
“Un gesto criminale che colpisce cittadini e dipendenti dell’Ospedale”, spiega il direttore generale dell’azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini, Fabrizio d’Alba:
“questa mattina come previsto e annunciato avrebbe dovuto prendere inizio il programma per l’effettuazione del test per il coronavirus. Nell’accendere la strumentazione il tecnico della Elettrobiochimica ha constatato che il pc dedicato non si accendeva. Una volta aperta la macchina è stato verificato la mancanza dell’HD e della cavetteria di accensione”. “L’azienda – chiarisce il direttore generale – ha immediatamente sporto denuncia all’autorità giudiziaria e nel contempo richiesto alla ditta fornitrice dei macchinari sostitutivi. Un nuovo Pc con i programmi relativi allo strumento e il supporto di tecnico per ripristinare il collegamento e la calibrazione della strumentazione. Il macchinario a cui è stata sottratto il sistema operativo è stato utilizzato fino allo scorso 27 marzo. Stiamo lavorando con la ditta per accorciare al massimo i tempi di ripristino: la nostra volontà è ‘tenere la barra a dritta’ per non permettere a gesti criminali di bloccare il percorso dell’Ospedale San Camillo per il contrasto della diffusione del virus”.

CORONAVIRUS. REGIMENTI (LEGA): “DEPENALIZZARE RESPONSABILITA’ PROFESSIONALE DEI MEDICI”
“Chiediamo di inserire nel prossimo decreto legge una norma che preveda la depenalizzazione della responsabilità professionale dei medici, che in questo periodo di emergenza pandemica sono impegnati nell’assistenza e nella cura dei malati di Covid-19”. E’ la proposta dell’eurodeputata della Lega Luisa Regimenti, medico legale, la quale sottolinea che “i medici si trovano a dover affrontare decisioni difficili, come evidenzia il documento diffuso dalla SIAARTI, la Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva, che avanza una serie di raccomandazioni di etica clinica per l’ammissione a trattamenti intensivi e per la loro sospensione, privilegiando la ‘maggiore speranza di cura’”.

“Gli operatori sanitari – continua Regimenti – lavorano in una condizione di grave criticità strutturale, spesso in condizioni proibitive, anche per la mancanza di adeguati dispositivi di protezione personale e con nuove esigenze di definizione dei casi sospetti, come avviene per gli asintomatici. L’elevato numero di decessi tra i pazienti, ma anche tra gli stessi medici, crea allarme e preoccupazione e lo Stato italiano ha il dovere di tutelare il lavoro dei professionisti della sanità”.

L’eurodeputata leghista fa riferimento alla legge 24 del 2017, la Gelli-Bianco, che prevede disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita e riguardo alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie” e spiega che “la nuova norma prevede una ipotesi di non punibilità del medico in presenza di specifici elementi. Una legge che sposta il baricentro inquisitorio di responsabilità per le professioni sanitarie, escludendola in caso di imperizia, ma non in caso di negligenza e imprudenza. Una legge che dovrebbe guidare l’operato del Servizio sanitario nazionale in questi giorni di crisi”

“Auspico, perciò – conclude Regimenti – che il Governo possa prendere in considerazione la possibilità di inserire nel prossimo provvedimento legislativo una norma che permetta ai medici, una volta conclusa questa drammatica emergenza, di evitare di ritrovarsi oggetto di cause di risarcimento per presunti episodi di malasanità legati all’epidemia di Covid-19”.