uno dei cani salvati grazie all'intervento della ASL Veterinaria di Anagni

L’accudimento e la cura degli animali – non solo quelli ospitati nelle strutture di ricovero – sono attività che non possono essere differite, come chiarito, del resto, dal Ministero della Salute. In questi giorni difficili di emergenza Covid-19, l’attività della ASL Veterinaria di Anagni a tutela degli animali non si ferma, pur garantendo l’osservanza delle giustissime norme impartite dal Governo per la prevenzione della diffusione del Covid-19: è di ieri l’altro – venerdì 27 marzo – la notizia del recupero di una cucciolata di diversi piccoli di circa 50 giorni dati alla luce da una cagna, probabilmente di proprietà ma non dotata di microchip, abbandonati a loro stessi nei pressi di località Tufano di Anagni.
Nonostante la grande diffusione delle campagne a favore della sterilizzazione degli animali che vivono in casa e dei randagi, sono ancora molti i proprietari che rinunciano a sottoporre i propri amici a questa opzione. Le motivazioni alla base di questa scelta possono essere diverse, ma la maggior parte di questi proprietari probabilmente ha dei pregiudizi a riguardo o non riconosce fino in fondo l’importanza della sterilizzazione. Sono gli stessi responsabili della ASL Veterinaria di Anagni a raccomandare una serie di linee guida e indicazioni in fatto di sterilizzazione da seguire per poter continuare ad accudire in maniera sicura gli animali in questo periodo così delicato.
L’aspetto più importante della sterilizzazione è senza dubbio la possibilità di contrastare il randagismo. Al momento, infatti, il numero dei cani e dei gatti randagi è davvero molto alto, nonostante il grande impegno dei canili e delle associazioni di volontari.
Tuttavia, promuovere le adozioni di cuccioli e animali adulti non è assolutamente sufficiente per garantire una notevole riduzione del fenomeno del randagismo. Per ogni animale che viene adottato, infatti, molti ne vengono abbandonati ogni giorno.
Se tutti i proprietari di cani e gatti sterilizzassero i propri animali, si ridurrebbe il numero delle gravidanze indesiderate. Riuscire a far adottare tutte le cucciolate non sempre è possibile, per cui sono di più le persone che preferiscono “sbarazzarsene”, liberandoli nelle campagne o per strada, se non proprio ponendo fine alla loro vita. Riuscire a comprendere questi aspetti fondamentali è sicuramente un passo importante nella lotta al randagismo, ma anche nella tutela della salute dei nostri animali.