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L’inquinamento da polveri sottili della Valle del Sacco: alcune riflessioni

la Valle del Sacco vista dai monti Lepini

L’invasione delle Polveri Sottili
Come ogni inverno, è arrivata la stagione secca in cui scarseggiano pioggia e vento, provvidenza naturale per spazzare l’aria della Valle del Sacco e tornano i divieti alla circolazione di auto ritenute più inquinanti. A Roma la Raggi è riuscita perfino a fermare le moderne diesel euro 6, auto in assoluto le meno inquinanti, perfino a detta di qualcuno meno inquinanti, nel senso tecnico relativo, delle auto elettriche.

Fermare le auto serve a poco
Le polveri fini “vivono” in media 7-10 giorni, ma nella massa polverosa vi sono anche particelle che si sono sviluppate molte settimane prima.
Le polveri che vengono rilevate oggi sono quelle accumulate nelle ultime settimane.
Le polveri sono sviluppate anche dai veicoli, ma non solamente.
Le polveri sviluppate dal traffico sono sviluppate da tutti i veicoli, non solamente dalle automobili.
Bloccare le vetture in una giornata festiva a poco traffico ha un effetto benefico, ovviamente, ma quasi irrilevante.

Vero è che lo smog fa male
L’inquinamento dell’aria nuoce alla salute di chi lo respira ed è un danno all’ambiente, e quindi va ridotto. Tuttavia quando leggiamo il numero di morti o di malattie che l’inquinamento produce in un territorio prescelto (in Italia, a Torino, a Milano, nella pianura padana e così via) è bene ricordare che sono stime presuntive basate sul principio di correlazione. L’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) ha deciso gli standard per calcolare queste stime; a ogni livello di polveri e di altri inquinanti fanno corrispondere una stima di effetti sanitari possibili.
In realtà gli effetti dell’inquinamento sulla salute sono così ridotti da non essere valutabili in maniera univoca.

Lo smog è in calo da anni
Non è vero che quest’anno l’aria è diventata irrespirabile. Da decenni l’inquinamento delle grandi città cala.
Oggi l’aria è meno inquinata di cinque anni fa, quando l’aria era meno inquinata di 10 anni fa, quando l’aria era meno inquinata di 15 anni fa.
Negli anni ’70 a Milano, Padova, Torino, Brescia ed anche Frosinone l’inquinamento dell’aria era tre, quattro e più volte maggiore di oggi. Solo che non veniva registrato ne percepito come un pericolo reale, ma quasi come un elemento non gestibile, ineluttabile.

Che cosa fa calare lo smog
I riscaldamenti a carbone sono scomparsi, e quelli a gasolio sono stati sostituiti in gran parte da metano o gpl.
Le fabbriche che non si sono trasferite in altri Paesi sono rimaste veramente poche.

L’inquinamento scende perché cambiano le tecnologie, con esse i mezzi per produrre, e con essi la società.

LA VALLE DEL SACCO

La Valle del Sacco sconta sicuramente la presenza massiccia di attività industriali, di attività agricole, di una autostrada densamente percorsa, di centri logistici sempre più invasivi, di una TAV e di una ferrovia tradizionale che tagliano in due la Valle, esattamente al centro.

L’orografia della nostra Area si presenta come un imbuto che aspira le polveri e lo smog da Roma e le trasporta fino a Frosinone ed oltre. Non a caso che Anagni, nonostante l’alta concentrazione di attività industriali, l’altissima concentrazione di attività logistiche, l’alta densità di attività agricole, sia la zona meno inquinata dalle polveri sottili. Quando gli sforamenti a Frosinone, Ceccano ecc. nel mese di gennaio 2020 sono stati circa 30 , ad Anagni non si sono mai verificati e la media giornaliera di Anagni ha misura equivalente a piccoli paesi interni e distanti dalla Valle del Sacco come Fontechiari.

Questo cosa significa?

A mio avviso la Valle funziona da aspiratore delle polveri che partono dal traffico enorme di Roma, attraversano Colleferro ed Anagni e si infrangono nei centri abitati di Frosinone e Ceccano che sono al centro perfetto della Valle. Sono gli scienziati che affermano che le polveri viaggiano in atmosfera e si depositano a tanta distanza. Del resto quante volte la sabbia del Sahara si deposita sulle nostre automobili viaggiando per migliaia di chilometri!

Quindi ben vengano tutte le azioni per limitare la circolazione delle automobili, per diminuire l’uso delle biomasse, per limitare le combustioni accidentali e non, ma non illudiamoci di risolvere il problema. E’ come abitare sotto il Vesuvio o peggio ancora sotto l’Etna, qualcuno ha mai pensato di spegnere i vulcani in attività?

Qualche tempo fa, per scherzare ma non più di tanto, avevo suggerito in una intervista televisiva di creare un tunnel o spianare parte dei Monti Lepini partendo da Giuliano di Roma fino a Priverno ed oltre per creare una aspirazione marina naturale e trasferire un po’ delle nostre polveri sottili a Terracina e Latina. Ma sarebbe un’opera di bonifica colossale che solo in altri tempi ed altri personaggi avrebbero potuto fare…

Dovremmo cercare le prove di quanto da me supposto con un progetto di ricerca mirato ; sarebbe un investimento che potrebbe indurci a proporre una class action contro Roma e quantomeno riuscire ad ottenere un giusto risarcimento. E’ tutto colpa della Raggi non c’ è niente da fare.

articolo a cura di Gerardo Magale