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35enne imprenditore fiuggino truffato per circa due milioni di euro dal suo commercialista che crea per lui una PEC falsificandone la firma

la sede del Tribunale di Frosinone

Una denuncia-querela alla Procura della Repubblica di Frosinone è stata presentata da un imprenditore 35enne di Fiuggi che attraverso i propri legali di fiducia, Davide Giacomini e Stefano Popolla, palesa una presunta truffa nei suoi confronti che sarebbe stata compiuta in suo danno dal suo ex commercialista, un professionista di mezza età del frusinate. Il 35enne si sarebbe accorto di essere stato truffato mentre era dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale per un ricorso contro una cartella di pagamento dell’Agenzia delle Entrate relativo all’anno di imposta 2009. Ebbene, secondo il denunciante ed i suoi avvocati, in quella sede l’imprenditore sarebbe venuto a conoscenza della notifica di avvisi di pagamento per oltre un milione e mezzo di euro presso una casella di posta elettronica certificata. L’imprenditore nella denuncia-querela si dice sconcertato in quanto non aveva mai attivato una PEC a lui intestata come persona fisica. Poco prima di Natale l’uomo ha chiamato il servizio clienti della società presso cui è stata registrada la PEC per chiedere spiegazioni: l’operatore gli ha risposto che era stata attivata per suo conto dal suo ex commercialista. Successivamente il fiuggino ha contattato tramite messaggi il professionista per chiedergli spiegazioni ma gli è stato risposto che era a conoscenza della PEC. La presunta vittima del raggiro, comunque, ha ribadito di non avere in suo possesso le credenziali della stessa e di non aver mai autorizzato nessuno all’attivazione. Qualche giorno dopo l’imprenditore si è fatto inviare dal servizio clienti della società fornitrice della PEC il contratto di attivazione della casella di posta elettronica disconosciuta e dal commercialista il contratto richiesto dal quale ha appurato che la firma sul documento era falsa. Successivamente sono continuati i contatti con l’ex commercialista per ricevere il contratto originale della PEC dove ci sarebbe stata la sua firma, ricevendo però solo una fotocopia. A causa della PEC l’imprenditore ha dichiarato di essersi visto notificare avvisi di pagamento di cartelle esattoriali per due milioni di euro. Da qui la denuncia-querela presentata alla Procura della Repubblica di Frosinone. L’imprenditore è pronto a costituirsi parte civile nell’eventuale processo dichiarandosi pronto ad essere ascoltato per qualsiasi chiarimento all’Autorità Giudiziaria.