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Cerveteri è la Città della Cultura della Regione Lazio; Anagni, assieme a Fiuggi e ad Acuto, non arriva neanche alla selezione finale

Nello Di Giulio, dall'opposizione: "manca una politica di promozione culturale e turistica"; l'assessore alla Cultura Carlo Marino: "al di là della bocciatura, l’impegno c’è stato"

Anagni

Non sarà Anagni – come in molti speravano – ma Cerveteri, la Città della Cultura della Regione Lazio per il 2020; un riconoscimento, quello assegnato alla splendida cittadina alle porte di Roma, che premia l’investimento culturale di un territorio con un patrimonio storico, archeologico e naturalistico unico. La Regione Lazio dal 2017 ha istituito il titolo “Città della Cultura del Lazio”, sul modello delle esperienze delle Capitali della cultura, europea e nazionale, per stimolare il territorio regionale a valorizzare il proprio patrimonio culturale. Il conferimento annuale del titolo si rivolgeva, anche quest’anno, ai Comuni del Lazio, in forma singola o associata e alle unioni di comuni; tra le città che ambivano al titolo, anche Anagni che – assieme a Fiuggi e ad Acuto – aveva proposto un progetto basato sulla figura di Thomas Becket, l’arcivescovo di Canterbury assassinato nel 1170, del quale proprio in questi giorni ricorre l’anniversario della morte, ed il cui culto nacque proprio nel territorio anagnino. Il progetto non è arrivato nemmeno alla selezione finale: “una bocciatura sonora che è prova del fatto che ad Anagni manca una vera e propria politica culturale e turistica”, ha tuonato dall’opposizione Nello Di Giulio (Anagni cambia Anagni). Che, poi, ha aggiunto: “un maldestro copia ed incolla da altri progetti; il collegamento con Becket è stiracchiato, ed il consorzio organizzato con Acuto e Fiuggi è forzato. Non si è fatta attendere la replica della controparte: “Di Giulio non perde occasione per dire che l’amministrazione non va bene a prescindere”, gli ha risposto l’assessore alla Cultura Carlo Marino che ha poi ricordato che il progetto era incentrato “sulla figura di Thomas Becket perché nel 2020 cadono gli 850 anni dalla morte a Canterbury”; che “Anagni è il luogo dove ci sono le prime testimonianze iconografiche sul culto di Thomas Becket, studiate tra l’altro da una dottoressa anagnina, Claudia Quattrocchi”. Insomma, secondo quanto affermato da Marino, al di là della bocciatura, l’impegno c’è stato: “ci tengo comunque a ringraziare Di Giulio per ciò che dice e per come lo dice – ha affermato infine Marino – uno stimolo importante per la politica culturale della città”.