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Rapina in una abitazione di Piglio, arrestati tre albanesi: sorpresi dal padrone di casa avevano ingaggiato con lui una breve colluttazione per poi darsi alla fuga

Nel pomeriggio di ieri, i militari della Stazione Carabinieri di Piglio hanno tratto in arresto per rapina impropria e ricettazione in concorso G. E., 29enne (già censito per furto e rapina in abitazione, possesso ingiustificato di chiavi e grimaldelli, ricettazione, lesioni, sequestro di persona a scopo di rapina, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale), T. N., 26enne (già censito per furto in abitazione e ricettazione) e G. A., 28enne, tutti di origine albanese e provenienti dalla periferia di Roma, in esecuzione di specifica ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone, che accoglieva integralmente le risultanze investigative prodotte a seguito di serrate indagini espletate dal Comando Stazione di Piglio, in collaborazione con il NORM della Compagnia di Anagni.
L’attività investigativa scaturiva a seguito di una rapina in abitazione, verificatasi a Piglio il 7 novembre 2019 a danno di un cittadino del luogo, il quale rincasando sorprendeva tre giovani a volto scoperto e con inflessione est-europea intenti a consumare un furto in casa sua. I malviventi, che avevano già forzato la cassaforte, allo scopo di assicurarsi la refurtiva e l’impunità ingaggiavano una breve colluttazione con la vittima, riuscendo così a dileguarsi. I militari raccoglievano univoci e concordanti elementi di colpevolezza nei confronti dei tre, i quali con identico modus operandi avevano consumato altri reati nelle provincie di Ravenna, Perugia, Bologna, Modena e Reggio Emilia e per i quali erano stati tratti in arresto dagli agenti del Commissariato di Roma Aurelia per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti e rapine in villa. Per tali reati, i tre si trovavano già ristretti, in particolare G.E. presso la casa circondariale di Terni, T.N. presso la casa circondariale di Perugia e G.A. presso quella di Roma Regina Coeli, dove il provvedimento restrittivo veniva loro notificato.