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Una vita per il karate: il maestro ferentinese originario di Supino Angelo Petrilli insignito del settimo Dan per meriti nell'insegnamento, per la comprovata dedizione all'arte e per la diffusione del karate e dei suoi valori

5 aprile 2019

Una vita intera, tutta dedicata al karate e alla sua diffusione tra i giovani ciociari e nel centro Italia; una persona umile ma allo stesso tempo straordinaria per la quale l'insegnamento delle arti marziali sono divenute, negli anni, uno stile di vita: stiamo parlando di Angelo Petrilli, supinate di origini e ferentinese di residenza, che nei giorni scorsi è stato insignito del prestigioso settimo Dan per meriti conseguiti nell'insegnamento, per la comprovata dedizione all'arte e per la diffusione del Karate e dei suoi valori. "Un onore per le città di Ferentino e di Supino - spiegano gli amici di Angelo ad anagnia.com - lui si è sempre dedicato, anima e corpo, a questa disciplina e a lunghe passeggiate in montagna che ha sempre adorato; non c'è stata palestra o un maestro, qui in zona, che non abbia tratto qualcosa dai suoi insegnamenti".
Dan (? livello, grado) è un termine giapponese che, nell'ambito dal sistema di valutazione Dan-i, identifica i diversi livelli di abilità o d'esperienza che si possono acquisire in una disciplina, principalmente nelle arti marziali.
Queste le regole base per l'ottenimento dei dan: i livelli possibili sono tradizionalmente in ordine crescente di abilità dal primo al decimo; il primo dan corrisponde al momento in cui, nelle scuole tradizionali, il candidato all'apprendistato finisce il suo periodo di prova e viene considerato come degno di ricevere il vero insegnamento. Parlando in senso stretto, il primo dan è il grado di debuttante, mentre il decimo dan è in generale riservato al fondatore dell'arte marziale, e non può essere conferito se non da lui stesso. Questa situazione ha portato alla scomparsa di questo grado da alcune arti marziali; i primi dan possono essere generalmente ottenuti conquistando una sufficiente quantità di punti nelle competizioni ufficiali oppure sostenendo degli esami; i gradi più elevati richiedono anni ed anni di esperienza e tramite l'insegnamento o la ricerca occorre fornire un importante contributo nella disciplina delle arti marziali; i gradi più elevati non possono essere conferiti che dal titolare di un grado superiore rappresentante una istituzione centrale.


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