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All'ospedale "Fabrizio Spaziani" di Frosinone Unità di Trattamento Neurovascolare in piena attività; numeri in rilievo. Ampia la casistica già trattata

19 marzo 2019

Partita a fine 2017, voluta dal Commissario Straordinario Luigi Macchitella e dalla Regione Lazio, l’Unità di Trattamento Neurovascolare (UTN) dell’Ospedale “F. Spaziani” di Frosinone ha già prodotto una attività notevole.

L’ictus, che nei Paesi industrializzati è la terza causa di morte dopo l’infarto e le neoplasie, è una patologia che rientra nelle reti “tempo dipendenti” in quanto ha bisogno di un trattamento terapeutico in emergenza. Dal novembre 2017 al 31 gennaio 2019, in poco più di un anno, l’UTN di Frosinone ha registrato 316 ricoveri, effettuando 155 trombolisi e trattando 89 emorragie cerebrali. Nei casi più complessi, come previsto dalle linee guida internazionali della specialità, i pazienti sono stati inviati presso l’HUB del Policlinico Tor Vergata di Roma.

 

La Unità è sempre riuscita a effettuare la procedura stabilita e i pazienti sono giunti in sala angiografica entro le 6 ore dalla comparsa della sintomatologia acuta.

 

Sono dati che pongono l’attività della UTN di Frosinone al pari delle grandi Unità dei quattro HUB della Regione Lazio – Policlinico “Umberto I” di Roma, Policlinico di Tor Vergata, Ospedale “S. Camillo Forlanini” e Policlinico “A. Gemelli” – e attestano che la struttura della nostra ASL è al primo posto nella casistica delle UTN di I livello della Regione e al 14° in ambito nazionale.

 

«Il team medico e infermieristico dell’UTN diretto dal Dott. Maurizio Plocco – spiega il Commissario Straordinario Luigi Macchitella – rappresenta una Struttura di alto livello nella nostra ASL ed è la punta di un iceberg che coinvolge molti attori nel trattamento del paziente affetto da ictus».

 

«Infatti – aggiunge il Dott. Maurizio Plocco – l’efficienza del 118 – assicura la tempestività dell’arrivo del paziente in ospedale e gli operatori di Pronto Soccorso e Medicina Generale agiscono prontamente nella fase post-acuta. Inoltre, tecnici e medici di Radiologia, con diagnosi precise, consentono di dare indicazioni terapeutiche estremamente corrette. A tutti loro un sentito grazie. Ovviamente il nostro compito è non fermarsi qui, ma spingersi sempre più avanti».

 


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