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Sanità. Area nord: tempi d'attesa lunghissimi per una ecografia Doppler; disagi infiniti per gli utenti

11 dicembre 2018

Le lunghe liste di attesa restano uno dei talloni d'Achille della sanità in Ciociaria; se da una parte il governatore e commissario ad acta della sanità laziale Nicola Zingaretti descrive un quadro in cui la regione può puntare a diventare una delle prime d’Italia per qualità dell’offerta, dall'altra in molti casi i tempi di attesa per una visita o un'esame sono inconcepibili a fronte - c'è da dirlo - della indiscussa professionalità e cortesia degli addetti allo sportello del CUP dell'ospedale di Anagni che fanno di tutto per venire incontro alle esigenze dell'utenza.
E' pur vero, anche, che si registrano in molte specialità tempi di attesa in linea con la normativa, ma alcuni dati risultano ancora emblematici di una difficoltà ancora forte.
Molte visite ed esami presentano maggiori criticità riguardo ai tempi di attesa, emerse alla luce di un’attenta analisi della domanda declinata in base ai bisogni di salute dei cittadini dell'area nord della provincia di Frosinone. A testimoniarlo, con una segnalazione inviata al nostro giornale, è il nostro lettore Mauro di Anagni. Ecco cosa ci scrive:

Alcuni giorni fa mi sono recato, su richiesta di una parente ultrasettantenne, a prenotare un esame strumentale. Alla presentazione dell’impegnativa (senza priorità) l’impiegata, tra l'altro gentilissima, mi comunicava che non era possibile effettuare in tempi ragionevoli l’esame in questione (ecodoppler) qui nella nostra provincia in quanto al momento le liste di prenotazione sono chiuse.
Ora, fatti salvi i dipendenti che a mio avviso operano con dedizione e spesso in condizioni veramente difficili, mi domando se sia possibile che un'area, quella nord della provincia di Frosinone, con un bacino d'utenza di oltre 80mila persone, non sia in grado di fornire prestazioni banali come quelle in questione che comuni ben più piccoli, in altre regioni, riescono ad erogare.
Non tutte le persone anziane e per di più malate hanno possibilità di spostarsi per raggiungere altri centri e non tutte possono contare sull’aiuto di figli o nipoti che, in alcuni casi, sono per questo costretti a prendere un giorno di ferie.


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