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I locali dell’ex ospedale di Anagni in vendita? Interviene con una nota il dott. Antonio Necci (Medici e Ambiente): “cittadini doppiamente beffati”

13 settembre 2018

Riportiamo di seguito integralmente la nota inviata a questa redazione dal dott. Antonio Necci, coordinatore della lista Medici e Ambiente:

Mentre ad Anagni, i Sindaci dei comuni limitrofi l'area nord della provincia, continuano a preparare l'ulteriore delibera comunale, con le consuete, inefficaci diffide, il cui esito è previsto, prevedibile ed usuale. Mentre si continua ad elencare una fantasiosa lista di richieste, mai evase e puntualmente disattese. Mentre aumenta la rabbia di chi sente enumerare il funesto corollario di drammaticità sanitarie del territorio, puntualmente allegato alle inefficaci delibere. Mentre si diffida la ASL ad annullare la delibera 1363 del 25/6/18, attuata in spregio a qualsiasi richiesta in senso contrario. Mentre scompare qualsiasi cenno di ricorso al TAR, anzi tutto sembra funzionale a che scada il termine ultimo per presentare ricorso al TAR, unico atto amministrativo serio, valido ed efficace per revocare la chiusura del PPI. Mentre accade tutto questo, intanto, felpatamente, a porte chiuse nelle stanze dove si prendono le decisioni che contano, si scrive la proposta di legge regionale n. 55 del 19/07/18 che recita, riferendosi agli immobili ad uso sanitario: "...anche al fine di consentire la realizzazione di politiche di patrimonializzazioni e valorizzazioni ad oggi precluse...". In pratica l'Ospedale di Anagni trova così una legge che lo rende vendibile sul mercato, cosa che fino ad oggi non era legalmente possibile. Ma mentre si appronta  una tale legge, il contemporaneo svuotamento delle attività sanitarie sembra funzionale ad una operazione di mercato immobiliare; come quando si vende un appartamento libero da inquilini rispetto ad uno occupato. Certo se l'ospedale manteneva la sua funzione sanitaria, non si poteva di certo venderlo come un albergo. Questa sembra la storia dell'Ospedale di Anagni, altro che le diffide ad hoc, altro che le dimenticanze al TAR, bisogna attendere la promulgazione della legge e l'opera è conclusa ed i cittadini beffati.  Forse spiegata la fretta di svuotare l'immobile dai presidi sanitari, di trasformare il P.P.I. in P.A.T.,semplice ambulatorio immediatamente rimovibile.  Forse spiegati i rinvii e le promesse fatte al comitato “ADESSO BASTA”, i consiglieri regionali  non possono non  conoscere le volontà della Regione e della ASL, forse bisogna aspettare la promulgazione della legge 55. 
L'unica arma seria è il vincolo delle somme: il 100% del ricavato va destinato integralmente alla realizzazione di un nuovo ospedale ad Anagni, ma che sia un ospedale vero, con un pronto soccorso vero, non un surrogato insulso come il cosiddetto presidio ospedaliero territoriale, un obbrobrio che lascia in piedi completamente tutti i rischi che ogni giorno corre ciascun abitante della zona nord della provincia abbandonato senza un ospedale vero.


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Riceviamo dal dott. Antonio Necci, coordinatore della lista "Medici e Ambiente", e di seguito pubblichiamo integralmente la seguente nota:
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