Questo sito prevede l'utilizzo di cookie. Continuando a navigare si considera accettato il loro utilizzo. Ulteriori informazioni
OK

La nota del sindacato dei Medici di Medicina Generale: "sospensione della chiusura del Punto di Primo Intervento di Anagni: no a toni trionfalistici"

11 luglio 2018

Di seguito la nota stampa inviata a questa redazione dal sindacato dei Medici di Medicina Generale:

Lo SNAMI, sindacato dei Medici di Medicina Generale, in merito la proposta, formulata in sede di Commissione Sanità Regionale, di sospendere la chiusura del Punto di Primo Intervento di Anagni, ampiamente diffusa sugli organi di stampa, se da una parte plaude all'attivismo dei nuovi amministratori, dall’altra ritiene che toni prematuramente ottimistici o trionfalistici, possano risultare svianti per il percorso ancora da compiere, di cui la seduta della Commissione Consiliare rappresenta solo il primo step.
Non è una novità, il procrastinare, da parte della Regione e della ASL, la chiusura del PPI di Anagni. E’ successo ad ottobre 2017, quando a seguito del documento di totale contrarietà predisposto dallo SNAMI, sottoscritto dai medici di Anagni e dei Comuni vicini, veniva interrotta la soppressione del PPI e scongiurata l’istituzione del PAT. PAT in totale, palese disaccordo con le linee programmatiche rispetto la gestione dell’urgenze-emergenza, tracciate dai sindaci del territorio. E’ successo di nuovo ad aprile 2018, quando, solo a seguito della dura e ferma opposizione dei Medici dello SNAMI di Anagni, si è ottenuta un’ulteriore dilazione dei tempi di chiusura. La volontà della ASL di sopprimere il PPI ed aprire un PAT appare evidente, innegabile e ripetitiva. La querelle riportata dagli organi di stampa, circa mancate o non corrispondenti comunicazioni tra organi istituzionali, se vera, la dice lunga sul clima torbido e di confusione che circonda questo argomento . Così come emblematica e coerente è stata la denuncia in Procura del Sindaco di Anagni. Per difendere la salute dei propri concittadini, privati dell’ assistenza di emergenza-urgenza, si è rivolto all’Organo Giudiziario cui si rivolge chi subisce azioni delittuose da parte di malfattori. D’altronde un tentativo di PAT miseramente fallito, già c’è stato ad Anagni, tanto che dopo poco tempo in tutta fretta se ne è predisposto il trasferimento in altro distretto. La richiesta di sospensione non è una delibera nè un atto amministrativo della ASL, trattasi bensì della richiesta di un organo, consiliare regionale, certamente di rilevante significato politico, ma senza valenza di attualità deliberativa. In attesa, delle determinazioni che verranno adottate, previa imprescindibile concertazione tra Regione, ASL e Sindaci del territorio interessato, come stabilito nel verbale della Commissione Sanità, lo SNAMI, ovviamente, continuerà a vigilare, ad individuare i percorsi ed ad incalzare come sempre, secondo le prerogative che gli sono proprie in difesa della salute dei cittadini e dell’organizzazione sanitaria. Ben altre, aldilà dei proclami sono le risposte che deve cercare la politica, ben altri sono i chiarimenti veritieri da pretendere. Perché tanta ostinazione contro il PPI di Anagni? Perché tanta ostinazione per istituire il PAT? Perchè tanta avversione contro i cittadini del nord della provincia che vengono privati anche dei servizi sanitari elementari ed indispensabili? A favore di chi il sacrificio di così tante persone? Perché spendere tanti soldi per un PAT completamente inutile, vano doppione di servizi già esistenti, regolarmente funzionanti nei medesimi orari, con prerogative migliori e già remunerati? Cui prodest l’inutile PAT? Quale la lobby? Quale le modalità di nomina? Quali le necessità vere, quali invece le necessità di ingerenza? Quali le eventuali questioni erariali? L’ineludibile pretesa di chiarezza , questo auspica lo SNAMI dalla politica, chiarezza imprescindibile per riorganizzare una sanità, ormai destrutturata, in un territorio ad alta criticità ambientale.

 



TI POTREBBERO INTERESSARE

Un appuntamento promosso comitato di quartiere di Osteria della Fontana, coordinato dall'avv. Angelo Galanti, per analizzare gli effetti ed i rischi sulla salute, derivanti dall’inquinamento e dalle sue influenze su aria, acqua e alimenti; il titolo del convegno che si terrà sabato 18 marzo prossimo alle 16.30 al palaBancAnagni di via San Magno è, appunto, "Inquinamento ambientale, rischi per la salute nella Valle del Sacco". L'iniziativa è organizzata in collaborazione con le associazioni Re.Tu.Va.Sa., Anagni Viva, Agricoltori della Valle del Sacco e con i comitati di San Bartolomeo, Vignola-Monti e Tufano Insieme. Diversi ed interessanti gli interventi in scaletta, a partire da quelli dell'avv. Angelo Galanti e del dott. Giovambattista Martino, dell'associazione Medici di Famiglia per l'Ambiente di Frosinone e Provincia.
“Riteniamo etico sottolineare, informare e rendere partecipe il sindaco di Anagni dott. Fausto Bassetta circa, a nostro avviso, l'inutilità e soprattutto la non attinenza della realizzazione presso il presidio ospedaliero di Anagni di un "programma di prevenzione sulla salute respiratoria di adulti e bambini e sulla salute cardiovascolare degli adulti: cessazione del fumo, stile alimentare corretto, contrasto dell'obesità e sedentarietà, riduzione del rischio cardiovascolare e interventi di sostegno alla salute della donna e del bambino" prevista al punto B del BUR N.39 16/5/17”.
Con grande enfasi la ASL di Frosinone comunica che è stato raggiunto un accordo con i medici di medicina generale per la gestione di alcuni servizi importanti. Per Anagni si prevede l’apertura, giorno e notte, di ambulatori per la gestione delle piccole urgenze ad opera dei medici di medicina generale, i medici di famiglia per intenderci. Noi del comitato Salviamo l’Ospedale di Anagni riteniamo che questa iniziativa avrà come conseguenza la fine definitiva di quello che rimane del nostro ospedale.
Riceviamo dal dott. Antonio Necci, coordinatore della lista "Medici e Ambiente", e di seguito pubblichiamo integralmente la seguente nota:
Con riferimento agli sviluppi della questione dell'ex ospedale di Anagni, il Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani, sezione provinciale di Frosinone, intende effettuare alcune precisazioni su due questioni che sono state oggetto di recente risalto.