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Nuova interrogazione per l'ospedale di Colleferro; il gruppo Consulta le Donne e il Comitato residenti Colleferro: "per la salute di tutti difendiamo l’ospedale territoriale"

14 febbraio 2016

Dopo l’interrogazione regionale del consigliere Fabrizio Santori al Presidente della regione Lazio, Zingaretti, sulla chiusura dei reparti materno-infantili dell’ospedale B. P. Delfino di Colleferro (7.1.2016, n. 1178), l’on. Monica Gregori presenta una nuova interrogazione parlamentare al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin sui problemi sanitario-ambientali della città e dei comuni limitrofi (9.2.2016, n. 5-07704).
"Ringraziamo i nostri rappresentanti per aver raccolto le preoccupazioni del gruppo Consulta le Donne e del Comitato residenti Colleferro e per essersi fatti carico del disagio dei pazienti e utenti della valle del Sacco", si legge in una nota inviata a questa redazione.
Prosegue nel frattempo anche la battaglia in sede amministrativa degli stessi comitati sugli aspetti di illegittimità degli atti adottati in qualità di ricorrenti sia al Consiglio di Stato con il Comune di Colleferro, che ha impugnato il ricorso al TAR Lazio, sia al Presidente della Repubblica, al quale abbiamo inoltrato un ricorso straordinario. 
“Invitiamo i cittadini ad essere presenti, martedì 16 febbraio 2016, ore 17.30, in Consiglio comunale, convocato su richiesta delle opposizioni, per discutere la situazione dell’ospedale di Colleferro”, si legge in una nota inviata a questa redazione dai due comitati.
Di seguito il testo dell’interrogazione che l’on. Monica Gregori ha inviato al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin:
la vicenda di giustizia amministrativa che riguarda il mantenimento in vita delle unità operative di ginecologia e pediatria presso l'ospedale di Colleferro mette a repentaglio il diritto alla salute della popolazione interessata; 

la chiusura dei reparti indicati in un ospedale sito in un'area, come quella di Colleferro e della Valle del fiume Sacco, sottoposta da oltre cento anni ad un prolungato e gravissimo inquinamento industriale, ha ripercussioni particolarmente gravi sulla popolazione colleferrina e dei comuni limitrofi. L'inquinamento è stato tanto grave da determinare sulla popolazione residente, purtroppo, problemi alla salute e segnatamente, per quanto qui interessa, all'apparato riproduttivo ed alla fertilità; 

la popolazione di Colleferro e dei comuni limitrofi si trova, suo malgrado, ad essere oggetto di studi pionieristici sugli effetti della contaminazione da beta esaclorocicloesano (derivato del lindano, potente disinfestante vietato al commercio) sulla salute umana. Inoltre, il comune di Colleferro, nonostante la sua esigua grandezza, figura tra i primi comuni, a livello nazionale, per asma pediatrico; 
la chiusura dei reparti di pediatria e ginecologia dell'ospedale di Colleferro non era minimamente contenuta nel programma operativo approvato dalla regione Lazio e dalle autorità sanitarie competenti; 
non si conosce su quale base, su qua i dati e su quali motivazioni l'Asl Roma G abbia effettuato la scelta di eliminare tali reparti dall'ospedale di Colleferro, senza minimamente considerare nemmeno i problemi sanitari-ambientali della città e dei comuni limitrofi: 

se il Ministro interrogato intenda avviare le iniziative di competenza, anche per il tramite del commissario ad acta per l'attuazione del piano di rientro dai disavanzi sanitari ed eventualmente sul piano normativo, per garantire il diritto alla salute e alle cure per la popolazione dell'area di cui in premessa e, in particolare, al fine di scongiurare la chiusura dei citati reparti sanitari di pediatria e ginecologia verificando se la stessa risponda effettivamente alle esigenze dei piani strategici nazionali, nel rispetto delle garanzie partecipative in ambito sanitario del comune di Colleferro.


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