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Colleferro. Il gruppo Consulta le Donne scrive al vice-sindaco Diana Stanzani: “solo una donna coraggiosa come te poteva riconoscere una propria valutazione come errata”

26 febbraio 2016

In una lettera affidata a questo giornale, il gruppo “Consulta le donne” si rivolge a Diana Stanzani, Vice Sindaco con delega a “Servizi Sociali, Pari opportunità, Politiche attive e Sanità” del Comune di Colleferro. Ecco la missiva:

È un momento di maturità riconoscere una propria valutazione come errata. Porre attenzione consapevole alla percezione di una linea politica non valida, ma sostenuta nel tempo, non è cosa da tutti. Solo una donna coraggiosa come sei tu poteva farlo. Considerazioni sofferenti, le tue, affidate pubblicamente alla trasparenza della carta stampata. Considerazione che riguardano non solo i cittadini di Colleferro, ma di tutta la valle del Sacco. Anche Consulta le Donne coglie questa opportunità e consegna le proprie considerazioni allo stesso mezzo. Prima di tutto i riferimenti temporali non sono esatti. La volontà politica della Regione Lazio in materia sanitaria è nota da anni. Quando si cominciò a parlare di chiusura dei reparti ospedalieri, le donne furono le prime a preoccuparsi per la propria tutela che veniva minacciata, a seguire i lavoratori preoccupati per il posto di lavoro.
Se ricordi, iniziò un dibattito sulla giustezza delle scelte regionali che il PD di Colleferro, di cui sei esponente nota, sostenne. Cento volte la Consulta, come associazione impegnata su temi di genere, chiese un confronto.
Una fu la risposta: oggi i parti sono tutti programmati, arrivare a Palestrina o Roma non è un problema. L'ospedale di Palestrina è vecchio, la strada dissestata; infatti tutte si avventurano a Roma, qualcuna partorisce prima di arrivare.
I fatti recenti hanno dimostrato che la natura non si programma tutta al più si asseconda, sempre si rispetta. La nostra Regione ha disatteso tutti i protocolli sia in materia Sanitaria che Ambientale, temi strettamente interconnessi tra loro. Anche le bonifiche promesse dei tantissimi luoghi avvelenati non sono state completate, rifinanziate e riassegnate agli Enti preposti.
L'Italia è sempre più ingiusta; non crediamo più ad una dialettica politica costruita con chi, per anni ed anni, ha avuto comportamenti di cattiva politica.
Inoltre, Consulta le donne è fortemente contraria alla costituzione delle case della maternità; a nostro parere sono luoghi di emarginazione. Speculazioni particolaristiche ed “affaristiche”, spesso di tipo confessionale. La risposta non può essere il ritorno ad un pericoloso passato ma chiediamo la riapertura dei reparti materno-infantili sottratti all’Ospedale di Colleferro. E continueremo a chiederlo anche dopo l’appello al Consiglio di Stato, se necessario.
Siamo favorevoli alla presenza negli Ospedali di un Centro Nascite, dove le donne possano partorire con naturalezza, ma in un contesto di assoluta tutela.
 La sanità italiana per sua natura costituzionale è ancora pubblica. La sua tutela non è un principio generico da condividere ma consapevole salvaguardia di un diritto umano.
Gli ospedali devono essere costruiti e ristrutturati con pubblico appalto, il personale assunto con pubblico concorso, i controlli fatti da pubblici organismi.
La sanità deve essere a 360 gradi, a tutto tondo, non relegata in "case" o ristretta in angoli. Gli atti delle pubbliche amministrazioni devono essere legali, trasparenti e sostenibili per il sacro rispetto della persona, per una giusta economia, per un ambiente da salvaguardare e per la dignità di tutti.
La buona politica insegna che nel momento in cui si ammette di aver sbagliato su tutta la linea, per anni, adeguato costume sarebbe rassegnare le dimissioni.


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