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La Polizia Provinciale e i Carabinieri Forestali liberano poiane, falchi e un biancone a Prato di Campoli

27 agosto 2019


Poiane, falchi e un biancone, meglio noto come l’aquila dei serpenti. Ma anche ricci e tartarughe. Saranno liberati domani mattina a Prato di Campoli, a partire dalle 10, dalla polizia provinciale di Frosinone e dai carabinieri forestali di Fogliano.
Si tratta, in particolare, di rapaci diurni e notturni che per diversi mesi sono stati curati e riabilitati al centro di recupero della fauna selvatica di Fogliano (Lt), dopo essere stati messi in salvo, nel corso dell’anno 2018, dalla polizia provinciale su segnalazioni dei cittadini. Esemplari che, feriti in incidenti stradali o per colpi di arma da fuoco, dopo un lungo periodo di convalescenza e cure, ora potranno finalmente tornare nel loro habitat naturale.
I rapaci saranno liberati domani mattina ad opera degli agenti della polizia provinciale agli ordini del comandante Pietro D’Aguanno e del vicecomandante Pierfrancesco Vona, insieme ai carabinieri forestali di Fogliano.
“Voglio ringraziare la polizia provinciale di Frosinone e i carabinieri forestali – ha detto il consigliere provinciale delegato alla Polizia provinciale, Germano Caperna – per un’altra importante operazione di rilascio di specie selvatiche che, grazie alle cure prestate loro al centro di Fogliano, ora possono tornare a diretto contatto con la natura. Nelle prossime occasioni, come già accaduto in precedenza, coinvolgeremo anche le scuole del territorio e i ragazzi che mostrano sempre grande attenzione e curiosità per queste particolari iniziative”.
Un particolare plauso arriva anche dal presidente della Provincia, Antonio Pompeo: “Tra i tanti compiti svolti dalla polizia provinciale – sottolinea – l’attività di salvaguardia dell’ambiente è senza dubbio uno dei più delicati e importanti per il mantenimento dell’equilibrio del nostro ecosistema. Per questo ringrazio gli uomini del comandante Pietro D’Aguanno, anche in questa occasione, per la tutela del nostro patrimonio naturale e della fauna selvatica”.


 


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