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Il presidente della Provincia di Frosinone Antonio Pompeo: "fronte unico dei sindaci della Valle del Sacco per stoppare insediametni ad alto rischio nell'area SIN"

la deputata M5S Ilaria Fontana: "il nostro territorio ha bisogno di essere bonificato per poter essere "riconsegnato" il primo possibile nelle mani dei cittadini" - 5 agosto 2019

“La nostra provincia non può essere solamente territorio per la lavorazione di rifiuti e gli amministratori locali non possono essere lasciati da soli ma supportati per fronteggiare le continue richieste di insediamento di impianti che arrivano da  aziende che operano in tale settore”.

A parlare così il presidente della Provincia di Frosinone Antonio Pompeo: “Patrica è il caso emblematico. Il sindaco Lucio Fiordalisio sta combattendo quotidianamente contro le tante, troppe richieste in tal senso. Abbiamo il dovere di sostenerlo e di affiancarlo perché la questione non riguarda solo il Comune di Patrica ma un’intera area. La Provincia su questo fronte vuole svolgere un ruolo fondamentale, nel suo compito di coordinamento di Comuni e di politiche di area vasta: dopo la pausa estiva, convocheremo i sindaci della valle del Sacco per condividere progetti e proposte concrete da presentare alla Regione e al Ministero”.

 Secondo Pompeo bisogna definire una volta per tutte il principio che nel Sin Valle del Sacco non solo non c’è più spazio per impianti impattanti, ma da qui al futuro bisogna puntare solamente sulla bonifica e sulla promozione dell’economia green. Tutto il resto va vietato tassativamente.

“Lo stesso impegno– conclude infine il Presidente Pompeo - lo rivolgeremo sul tema rifiuti. La delibera di giunta regionale che approva il nuovo Piano dei Rifiuti sembra camminare sulla strada giusta: dall’autosufficienza degli Ato alla necessità per Roma di dotarsi di impianti fino all’obiettivo di arrivare entro il 2025 al 70% di raccolta differenziata. Ma occorre tenere alta l’attenzione affinché la proposta appena votata possa essere migliorata con il concorso degli enti interessati e tuteli i nostri cittadini”.

 
Sulla questione della Valle del Sacco è intervenuta - oggi - anche la deputata del M5S Ilaria Fontana, della quale di seguito riportiamo integralmente la nota pervenuta a questa redazione:

Gli interventi legati alla bonifica del SIN della Valle del Fiume Sacco sono disciplinati dall’accordo di programma siglato il 7  marzo tra Ministero dell’Ambiente e Regione Lazio. Il cronoprogramma contenuto nell’accordo vincola gli interventi ad intervalli di tempo ben definiti, la cui prossima tappa è prevista per settembre 2019.

 Gli interventi iniziali previsti per questo primo step coinvolgeranno:

    la bonifica degli ordigni bellici propedeutica ai successivi interventi di bonifica;
    la redazione di protocolli di Intesa con ARPA Lazio e DEP Lazio per quanto concerne le indagini sui terreni negli studi epidemiologici;
    la definizione dei primi interventi di caratterizzazione per i siti elencati nell’Accordo.

Per queste attività il Ministero dell’Ambiente nello scorso giugno ha già messo a disposizione le somme necessarie in favore della Regione Lazio, il soggetto attuatore degli interventi.

Un primo sito per il quale è già stata avviata la procedura di messa in sicurezza permanente è il sito “Arpa 2” di Colleferro, a monte del SIN. In particolare, si stanno definendo i dettagli già prescritti in passato e si procederà alla progettazione esecutiva per un primo stralcio dell’intervento di messa in sicurezza, consistente nella realizzazione di una vasca di confinamento definitivo per i terreni contaminati.

Sono inoltre state avviate le attività preliminari previste dal protocollo di Intesa del SIN, come gli incontri della cabina di regia. Nel mese di maggio 2019 sono state anche definite le indicazioni operative In ordine agli interventi da realizzare nel perimetro del Sito di Interesse Nazionale, con particolare riferimento agli interventi in ambito edilizio. Tali interventi dovranno essere realizzati secondo modalità e tecniche tali da non pregiudicare o interferire con il completamento e l’esecuzione delle bonifiche, così come da non comportare rischi per la salute dei lavoratori e dei fruitori dell’area.

Al fine di consentire al Ministero dell’Ambiente di esprimere le proprie valutazioni in merito a queste attività, sarà di volta in volta necessario fornire informazioni sulla qualità delle matrici ambientali interessate dalla realizzazione delle opere (suolo, sottosuolo ed acque sotterranee). Qualora le aree oggetto dell’intervento non siano ancora state oggetto di caratterizzazione del livello di inquinamento presente, occorrerà presentare un Piano di Caratterizzazione da concordare con ARPA Lazio.

Altre procedure sono state definite per tutto ciò che comporta attività di scavo, così come ogni altro intervento che comporti il rilascio di titoli edilizi dall’interno del perimetro SIN.

E' un mio dovere morale da figlia di questo territorio e da Rappresentante delle Istituzioni aggiornare i cittadini e continuare a vigilare tenendo sempre alta l'attenzione, perchè il percorso da fare è ancora lunghissimo e il nostro territorio ha bisogno di essere bonificato per poter essere "riconsegnato" il primo possibile nelle mani dei cittadini.
http://www.ilariafontana.net/aggiornamenti-sul-sin-valle-del-fiume-sacco/ 


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