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Incendio alla Mecoris di Frosinone, M5S: "strumenti di prevenzione già legge, serve farli applicare: no ad impianti pericolosi a ridosso del centri abitati"

27 giugno 2019

L'incendio alla Mecoris è solo il più recente incendio ad un impianto di trattamento rifiuti, eventi talvolta dolosi che negli ultimi anni stanno crescendo a dismisura su tutto il territorio italiano, arrivando come ha recentemente spiegato il Ministro dell’Ambiente Costa a quota 165 da giugno 2018. In questo primo anno di governo sono subito state introdotte nuove misure per mettere freno a questi disastri: con una recente modifica normativa, è stata infatti incrementata la vigilanza su questi impianti e i gestori sono tenuti a predisporre dei piani di emergenza come già accade per le industrie a rischio di incidente rilevante. "La Mecoris avrebbe quindi dovuto inviare già diversi mesi fa alla Prefettura i documenti per l’elaborazione di tali piani per limitare i danni alle persone e all’ambiente esterno in caso di incendio all’impianto" - dichiarano i parlamentari M5S Fontana, Frusone, Segneri e Trano - "per questo motivo abbiamo presentato un’interrogazione proprio per fare luce su eventuali negligenze che hanno portato a due giorni di pericolo e forte preoccupazione per tutta la cittadinanza".


Ci si domanda poi come sia stato possibile lasciare un impianto che tratta oltre 30 mila tonnellate di rifiuti speciali all’anno, molti dei quali pericolosi, privo di specifiche prescrizioni atte a tutelare le abitazioni, gli uffici e le strutture sanitarie poste in prossimità di esso. Il Testo Unico delle Leggi Sanitarie infatti non si limita a consentire ai Sindaci di emanare ordinanze in caso di incidente, consentono loro anche di intervenire a priori in fase autorizzativa imponendo tutte le misure che essi ritengono necessarie per un esercizio in sicurezza per la popolazione circostante. "Non passa inosservata in questa ottica l'assenza del Comune di Frosinone alla conferenza dei servizi autorizzatoria, da cui è scaturito il parere favorevole dell'Ente” osservano i consiglieri comunali Marco Mastronardi e Christian Bellincampi.


"E' importante anche considerare quale sia stata l'attività ispettiva sull'impianto da parte delle autorità competenti" - aggiunge Loreto Marcelli, vicepresidente della commissione Sanità al Consiglio Regionale del Lazio - "insieme ai miei colleghi di gruppo faremo delle audizioni sul tema richieste formalmente ai Presidenti Novelli e Cacciatore dalla collega Portavoce Fontana. ho inoltre chiesto personalmente ad Arpa Lazio i verbali delle passate ispezioni per capire se sono state sollevate in passato delle criticità al gestore e in caso se e come quest'ultimo abbia ottemperato alle loro richieste".


Attivarsi per identificare le responsabilità di un evento incidentale che poteva avere conseguenze gravissime è doveroso, ma si rende ormai necessario avviare una discussione che abbia come obiettivo impedire il verificarsi di nuovi roghi tossici in impianti che trattano sostanze pericolose: occorre ridiscutere gli strumenti urbanistici per incrementare le distanze minime delle industrie dai centri abitati e dai recettori sensibili, adottare misure più tutelative nelle autorizzazioni che vengono rilasciate e mettere in atto una vigilanza costante sull’ottemperanza alle disposizioni di legge.

 

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