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Sampietrini via dal centro di Roma? La soluzione è pietraceramica prodotta a due passi dalla Capitale

l'appello di Francesco Borgomeo, l'imprenditore che ha realizzato la prima fabbrica al mondo di sampietrini rilevando e salvando dal fallimento l'ex Ideal Standard di Roccasecca, alla sindaca di Roma Virginia Raggi - 12 giugno 2019

 
«Cara sindaca Raggi, l’innovazione è la pietraceramica, che ha la bellezza della pietra e l’efficacia delle pavimentazioni sicure»: è il commento di Francesco Borgomeo, l'imprenditore che ha realizzato la prima fabbrica al mondo di sampietrini rilevando e salvando dal fallimento l'ex Ideal Standard di Roccasecca.
 
Borgomeo lo ha detto a margine di un convegno, commentando il piano della sindaca che prevede di rimuovere la tradizionale pavimentazione da 68 strade storiche della Capitale tra le quali via Nazionale e viale Aventino.
 
Una scelta fatta per ragioni di sicurezza: i secolari sampietrini garantiscono una limitata 'presa' sull'asfalto ed i rischi per le auto, soprattutto in caso di pioggia, sono aumentati.
 
Non è così invece con i nuovi sampietrini messi a punto nei laboratori della Grestone di Roccasecca: garantiscono un 'grip' migliore di quello fornito dall'asfalto ed hanno una forma identica a quella dei tradizionali selci delle strade di Roma, riproducendone anche i 'difetti' provocati dagli scalpellini.
 
«I sampietrini in pietraceramica - spiega Borgomeo - sono a costo e manutenzione zero. Non hanno bisogno di rifacimenti e ripristini, a differenza dell'asfalto. Sono antiscivolo certificati, eterni come la pietra e più sicuri dell'asfalto. Sono una produzione a Chilometri Zero e realizzati con economia circular».
 
Per Francesco Borgomeo «Il problema di Roma è il peso sulle strade e dobbiamo solo ringraziare le pietre che hanno assorbito pesi ed urti, distribuendo il carico, evitando le voragini che invece si aprono sull'asfalto a seguito di pesi inaccettabili su una città che è praticamente vuota sotto».
 
Lo stabilimento Saxa Grestone di Roccasecca (Frosinone) fa parte del gruppo Saxa Gres con uno stabilimento ad Anagni (grès porcellanato da esterno) ed uno a Gualdo Tadino dove, con lo storico marchio Tagina, produce ceramiche da interno. In tutto occupa circa 500 persone.
 
 


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