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Le Linee Guida del Piano di Gestione “dell’ordinaria emergenza” dei Rifiuti: la monnezza va in Ciociaria; il comunicato di CIVIS, associazione ambientalista

3 febbraio 2019

Ringraziamo l'associazione Civis per averci inviato il comunicato stampa che segue e che pubblichiamo in forma integrale e senza modifiche:

Le Linee Guida del Piano di Gestione “dell’ordinaria emergenza” dei Rifiuti: la monnezza va in Ciociaria
Non c’è il nuovo Piano di Gestione dei Rifiuti del Lazio; la Giunta Regionale ha approvato solo le Linee Guida di indirizzo per la redazione del piano, il quale deve essere ancora elaborato, successivamente dovrà essere sottoposto a VAS Valutazione Ambientale Strategica, e poi approvato dal Consiglio Regionale; ci vorrà almeno un anno, e se tutto va bene il provvedimento vedrà la luce all’inizio del 2020.
E così il ritardo rispetto a quanto deliberato dalla stessa Regione nel 2013, diviene di otto lunghissimi anni.
Le Linee Guida licenziate dalla Giunta non sono altro che la presa d’atto e la stabilizzazione “dell’ordinaria emergenza” nella gestione dei rifiuti che ormai è il tratto distintivo della nostra Regione, emergenza dovuta al drammatico ritardo accumulato nella programmazione e nelle scelte di governo del settore, sia politiche che amministrative.
Inutile girarci intorno: il problema è la Capitale che da oltre dieci anni non risolve il problema della gestione dei suoi rifiuti e che da sola produce i due terzi di tutti i rifiuti del Lazio (https://www.youtube.com/watch?v=rshyCZJMQzg).
Oggi le Linee Guida del Piano ci dicono che Roma non solo non è autosufficiente per le discariche, ma anche per gli impianti -TMB o altro- che debbono effettuare l’obbligatorio trattamento dei rifiuti indifferenziati (il sacco nero, per intenderci) prima di essere smaltiti nelle discariche, nelle quali non è più consentito sversare rifiuti “tal quale” fin dal 2005.
E qual è la soluzione della Regione ai problemi di Roma? Semplice: utilizzare, ancora una volta e sine die, gli impianti delle altre Province del Lazio:
“Con riferimento al fabbisogno di trattamento emerge chiaramente che il deficit già ampiamente segnalato si ripeterà nei prossimi anni, in maggior misura per il mancato ripristino del TMB Salario nel medesimo assetto impiantistico. Pertanto il fabbisogno di trattamento di Roma Capitale non risulta soddisfatto. La scelta che viene proposta è quella, in previsione della modifica dell’intero assetto regionale di trattamento, di non rimettere in esercizio l’impianto come TMB, ma utilizzare l’impiantistica residua della Regione Lazio che, in soccorso di Roma Capitale, può completare il fabbisogno di trattamento” (pag.63 e 64 delle Linee Guida).
Ed in particolare di utilizzare gli impianti della Provincia di Frosinone, perché per la SAF di Colfelice: “considerata la quantità autorizzata, l’impianto, teoricamente, potrebbe trattare ancora oltre 150 mila tonnellate di rifiuti” (pag.47 delle Linee Guida).
E per le discariche: “Si evidenzia che in base alle volumetrie attualmente disponibili, alle esigenze di smaltimento dei vari ATO e dell’insufficienza di alcuni ATO, già dall’anno 2020 ci sarà emergenza nell’intera regione in caso di mancate autorizzazioni di nuove volumetrie e nuovi impianti” (pag.68 delle Linee Guida).
Per la discarica di Roccasecca: “Si segnala che nelle more della definizione amministrativa del progetto di sopraelevazione già nel 2019 non vi sarà sufficienza di smaltimento” (pag.75 delle Linee Guida).
Ovvero, la Regione prima esaurisce la discarica a servizio della nostra Provincia con i rifiuti romani, e poi ne impone l’ampliamento.
Insomma, la solidarietà ed il soccorso alla Capitale ci viene imposto, altrimenti anche per noi –avvisa, anzi minaccia la Regione- sarà emergenza e monnezza per strada.
A questo punto non ci resta che inviare una proposta ai Sindaci della Provincia di Frosinone: chiedete, anzi esigete dalla Regione e dal Comune di Roma un ristoro di 30 Euro per ogni tonnellata di rifiuti romani che varca il confine della nostra provincia.
Un esempio viene dalla Regione Emilia Romagna, la quale con una Delibera di Giunta, n.48/2017, impose ad AMA spa di corrispondere un benefit di 20 Euro per ogni tonnellata di rifiuti capitolini trattata presso i loro impianti.
Per la Provincia di Frosinone l’importo di tale benefit equivarrebbe a circa 6 milioni di Euro all’anno che potrebbero -e dovrebbero- essere destinati ai Comuni per potenziare i sistemi di raccolta differenziata ed abbattere i costi della TARI a carico dei cittadini, cruccio di tutti i Sindaci.
In considerazione delle ambasce nelle quali versano tutti i Comuni ciociari, dovute alla carenza di risorse anche per i servizi essenziali, non ci pare una proposta insensata: se proprio dobbiamo sopportare questo peso, almeno che sia risarcito il territorio! Sia chiaro: nessuna compensazione o rinuncia alla tutela della salute, ma esclusivamente il ristoro dell’uso dei nostri impianti e del nostro territorio.
Certo è che l’accoglimento di un’istanza come questa non va semplicemente chiesto alla Regione ma preteso, anche facendo leva, cinicamente, sull’avvicinarsi delle scadenze elettorali di primavera.
Il 5 Febbraio la seduta del Consiglio Regionale è dedicata alla gestione dei rifiuti: potrebbe essere la prima occasione per far valere la posizione della nostra Provincia.
Diversamente, i sindaci dovranno spiegare e comunicare ai cittadini quali concrete iniziative intendono attuare per il loro territorio e per i cittadini. A buon intenditor…..


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