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Crisi Unicoop Tirreno, in audizione alla Regione Lazio il sindaco di Colleferro e le OOSS; l’USB “tutto il sistema cooperativo intervenga in merito alla cessione degli otto punti vendita nel sud del Lazio”

9 ottobre 2018

Presso la Regione Lazio lo scorso 8 ottobre si è riunita la IX Commissione Lavoro presieduta dalla consigliera regionale Eleonora Mattia per fare il punto sull’annunciata cessione da parte di Unicoop Tirreno di otto supermercati tra le province di Roma e Frosinone, compreso quello di Colleferro. All’incontro hanno preso parte le organizzazioni sindacali, una rappresentanza dei lavoratori, l’azienda e i rappresentanti istituzionali del territorio, tra cui il sindaco di Colleferro, Pierluigi Sanna, e il consigliere comunale Marco Gabrielli, presidente della Commissione Lavoro del Comune che già a fine settembre aveva sollecitato la Regione ad aprire un tavolo di confronto e discussione.

 

Il sindaco di Colleferro, nel ribadire la totale contrarietà dell’amministrazione alla vendita dell’attività a un altro gestore, ha confermato il sostegno alla lotta dei lavoratori e dei sindacati affinché si arrivi a una soluzione che garantisca nel contempo i posti di lavoro e l’alta qualità di uno dei centri di distribuzione più importanti del territorio.

 

Durante l’audizione è emerso che la trattativa in corso fra Unicoop Tirreno e il nuovo acquirente della grande distribuzione, sarebbe in una fase di stallo proprio per la mobilitazione generale che ha visto lavoratori, sindacati e amministrazioni comunali stare dalla stessa parte senza cedere di un millimetro rispetto alle giuste rivendicazioni. La stessa azienda ha confermato che al momento non sussistono le condizioni per raggiungere un accordo con i nuovi acquirenti.

 

Il presidente della Commissione Lavoro del Comune di Colleferro, Marco Gabrielli, da tempo ha messo in risalto l’importanza che il centro Unicoop Tirreno ha per l’intero territorio, non solo dal punto di vista della qualità dei prodotti ma anche per l’argine che questa azienda ha saputo porre di fronte a una delle più gravi crisi industriali degli ultimi anni e di fronte alla quale la Coop ha sempre rappresentato il punto di eccellenza e di esempio per la tutela occupazionale, elemento imprescindibile per il territorio.

 

L’amministrazione comunale di Colleferro ha infine ribadito che si opporrà in tutte le sedi istituzionali per contrastare l’avvio di un piano industriale che al momento si limita soltanto a prevedere la cessione di 8 punti vendita anziché tracciare una strada per rilanciare tale attività.

 

Si legge in una nota inviata a questa redazione da USB, organizzazione sindacale:

"Tutto il mondo cooperativo deve intervenire per decidere, di concerto con i lavoratori, la strategia industriale migliore che conduca, non solo al risanamento di Unicoop Tirreno, ma sopratutto alla tutela di tutti i dipendenti.

Attualmente, però, Unicoop Tirreno sembra non voler retrocedere sulla cessione degli otto punti vendita nel sud del Lazio, con la conseguente incertezza salariale e occupazionale per 270 lavoratori.

Le recenti dichiarazioni dei vertici Unicoop riguardo la mancanza di proposte, o presunti veti, da parte sindacale non corrispondono al vero.

L’Usb, infatti, incalza da mesi tutto il sistema cooperativo ad intervenire e sedersi al tavolo con i lavoratori per trovare soluzioni condivise. Sistema che ha un peso enorme nel Lazio, su 120 negozi presenti insistono cinque cooperative, che a loro volta hanno creato aziende ad hoc (Coop Amiatina, Coop centro Italia, Distribuzione Centro Sud, Distribuzione Roma, Negozi doc, Unicoop Tirreno, Coop Alleanza 3,0 e Unicoop Firenze).

Solo un anno fa, quello che oggi sembra un coinvolgimento così difficile è avvenuto senza problemi. Tutte le cooperative sono intervenute con un prestito di 170 milioni, che ha permesso ad Unicoop Tirreno di ottemperare alle direttive della Banca d’Italia. In seguito a questo, è stato possibile attivare un accordo triennale con le organizzazioni sindacali e l’accesso agli ammortizzatori sociali.

Unicoop Tirreno ha usufruito degli ammortizzatori e ha stabillizato la sua posizione finanziaria, grazie ai 170 milioni, ma sembra aver dimenticato la tutela dei lavoratori nel silenzio del restante sistema cooperativo.

Risulta ormai chiaro, come non sia più possibile affrontare la questione singolarmente ad uno specifico negozio. Il cambio dirigenziale e il piano di risanamento, presentato da Unicoop Tirreno, ha funzionato in Toscana, ma non nel Lazio. E’ necessario che Unicoop e l’intero sistema cooperativo ne prendano atto e cambino rotta. In particolar modo adesso che Conad, unico acquirente per i negozi del sud del Lazio, sembra aver rinunciato all’acquisizione. In proposito, il direttore generale di Unicoop Tirreno, Canova, ha letto una lettera di Pac 2000 Conad, durante l’audizione in Regione, in cui l’azienda ha dichiarato che, viste le tensioni, al momento, ha sospeso il proprio interesse nei confronti degli otto punti vendita.

Le cinque cooperative, che insistono nel Lazio e in tutta Italia, devono sedersi al tavolo di trattativa con sindacati e lavoratori per decidere insieme il futuro piano industriale sia regionale sia nazionale, nel rispetto di lavoratori e consumatori.

La cooperativa è nata come ideale economico e sociale capace di distinguersi dal mero consumismo per qualità ed etica. Pensare di risollevare le sorti della Coop con semplici criteri economici come rendita e profitto non è solo inutile, ma proprio dannoso.

Tutto il mondo cooperativo deve assumersi le proprie responsabilità.

L’Usb, in caso di mancate soluzioni condivise, costruirà con tutti i lavoratori Coop le risposte di lotta necessarie".



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