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La Giunta regionale approva il testo dell'accordo di programma con il Mi.SE per le aree di crisi non complessa

In arrivo 5,4 milioni di euro per progetti di riconversione e riqualificazione produttiva sul territorio regionale - 11 settembre 2018

In arrivo dal Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) e dalla Regione Lazio oltre 5,4 milioni di euro a sostegno di progetti imprenditoriali nel territorio regionale.
È stata infatti approvata oggi dalla Giunta Regionale del Lazio la delibera, proposta dall’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Gian Paolo Manzella, che approva il testo dell’Accordo di Programma (Adp) tra il Mise,
la Regione Lazio e Invitalia per il sostegno a interventi di riconversione e riqualificazione produttiva previsti dalla legge 181 del 1989 da realizzarsi nelle 7 “Aree di Crisi Industriale Non Complessa” del Lazio (Sistema Locale del Lavoro di Cassino, composto da 31 Comuni; Sll di Sora, 23 Comuni; Sll Fondi, 5 Comuni; Sll Gaeta, 3 Comuni; Sll Latina, 9 Comuni, Sll Montalto di Castro, 8 Comuni e Sll Rieti, 11 Comuni).
Con la firma dell’Adp – che dovrà avvenire entro il 28 settembre – verranno sbloccati, da una parte, 4,5 milioni di euro da parte del Mise (quota parte destinata al Lazio dei 64 milioni di euro del Fondo nazionale per la crescita sostenibile) e dall’altra 900.000 euro di cofinanziamento regionale. Complessivi 5,4 milioni di euro che verranno usati per finanziare le domande di sostegno di progetti di riconversione e riqualificazione produttiva previste dalla legge 181 già ricevute nei mesi scorsi dallo sportello istituito dal Mise presso Invitalia.
Qualora, poi, ci fossero delle economie, potranno essere selezionati dalla Regione nuovi progetti di investimento con un nuovo bando.





“Regione Lazio e Ministero dello Sviluppo Economico a sostegno dei progetti imprenditoriali in tutto il territorio regionale: oggi, la Giunta Zingaretti su proposta dell'Assessore Manzella, ha approvato un’apposita delibera per lo stanziamento di 5,4 milioni grazie all’approvazione del testo dell’Accordo di Programma (Adp) tra il Mise, la Regione Lazio e Invitalia per il sostegno a interventi di riconversione e riqualificazione produttiva delle Aree di Crisi Industriale Non Complessa del Lazio. Nello specifico si tratta del Sistema Locale del Lavoro di Cassino, composto da 31 Comuni; Sll di Sora, 23 Comuni; Sll Fondi, 5 Comuni; Sll Gaeta, 3 Comuni; Sll Latina, 9 Comuni, Sll Montalto di Castro, 8 Comuni e Sll Rieti, 11 Comuni. Un provvedimento significativo, che segue gli stanziamenti già previsti per le Aree di Crisi Complessa di Frosinone e Rieti, che segna la volontà della Regione di continuare a sostenere il rilancio del tessuto industriale del Lazio, per creare nuova occupazione e favorire lo sviluppo del territorio”. Lo dichiara in una nota il Capogruppo Pd Lazio Mauro Buschini.





“Aspettiamo la firma del prossimo 28 Settembre per avere un quadro definitivo della situazione ma, certamente accogliamo in maniera positiva la delibera approvata dalla Regione Lazio che va finanziarie le nostre Aree di Crisi Non Complesse”. Queste le parole della Segretaria Generale della Uil Frosinone Anita Tarquini: “Fondi importanti per due aree come quelle di Cassino e Sora che hanno bisogno di una boccata d’ossigeno per far ripartire lo sviluppo e ricreare economia. Ci auguriamo che il percorso intrapreso dalla Regione Lazio con il Mise ed Invitalia prosegua in maniera positiva e che i finanziamenti possano rappresentare un viatico per nuovi investimenti. Il cassinate ed il sorano rappresentano insieme 54 comuni e un territorio vasto dalla cui ripresa dipende il futuro di gran parte dell’economia e del lavoro dell’intera Provincia”. Sono le parole del Segr. Gener. Uil Frosinone Anita Tarquini.



“Accogliamo positivamente la misura adottata dalla Giunta Regionale del Lazio che pone la giusta attenzione alle Aree di Crisi non Complesse della nostra provincia. Ci auguriamo però, e su questo saremo vigili, che i finanziamenti questa volta siano fruibili e che le aziende del cassinate e del sorano possano realmente godere di risorse per ricreare sviluppo su due territori fondamentali per l’economia del nostro territorio che ancora oggi patiscono gli effetti della crisi. Troppe volte sono stati messi in campo strumenti che non hanno prodotto nulla di positivo restano semplicemente degli annunci”. Questo il commento del Segretario Generale dell’UGL Frosinone Enzo Valente in merito all’approvazione del testo di Accordo di Programma con il Mise e Invitalia.


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Il Sito d'interesse nazionale della Valle del Sacco verrà riperimetrato. Un decreto a firma del ministro Gian Luca Galletti ufficializzerà l'esito della Conferenza dei Servizi decisoria, che si è conclusa oggi - lunedì 7 novembre - con l'approvazione del nuovo perimetro da parte del Ministero dell'Ambiente, dello Sviluppo Economico e della Regione Lazio.
La riperimetrazione del Sito d'interesse nazionale della Valle del Sacco approvata dal Ministero dell'Ambiente, dello Sviluppo Economico e dalla Regione Lazio rischia di subire un brusco stop: infatti, l'iter dell'atto che rappresenta il passaggio necessario perché siano utilizzate le risorse stanziate dalla scorsa Legge di Stabilità potrebbe essere interrotto dall'esito del ricorso presentato a metà febbraio scorso dai legali della società DPhar s.p.a. che chiedono l'annullamento del decreto del ministero e di tutti i verbali con i quali si è giunti al provvedimento di riperimetrazione.
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Lunedì prossimo, alle ore 19.30, si riunirà il Consiglio comunale di Anagni convocato dal presidente Giuseppe Felli. Un solo punto all'ordine del giorno: il Programma di sviluppo rurale 2014/2020 della Regione Lazio per la Misura 19 "Sviluppo locale partecipato Clld Leader". Adesione del Comune di Anagni al costituendo Gal (Gruppo di Azione Locale) "Alta Ciociaria - Valle del Sacco".
Nei giorni scorsi la Regione Lazio ha annunciato che la “Bonifica dei terreni inquinati nella Valle del Sacco” è stata inserita come “azione cardine” nella programmazione regionale 2014-2020, e finanziata con 70 milioni di Euro dai fondi: Bilancio, PSR (Piano Sviluppo Rurale) e FSC (Fondo Sviluppo e Coesione); il fondo del POR-FESR (Fondo Europeo Sviluppo Regionale), inizialmente previsto per sostenere gli interventi sulla Valle del Sacco, era stato escluso in sede di accordo di partenariato.