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195 le manifestazioni di interesse ad investire nell’area di crisi Anagni-Frosinone; solo 19 di questi, però, individuano progetti di investimento potenzialmente cantierabili. I dubbi delle OO.SS.

11 gennaio 2018

Sono 195 e si riferiscono a diversi ambiti settoriali le manifestazioni di interesse a investire presentate a Invitalia per l’area di crisi del “Sistema locale del lavoro di Frosinone”.
Le proposte fanno seguito alla call, promossa dal Ministero dello Sviluppo economico, Regione Lazio e Invitalia, nell’ambito del Progetto di riconversione e riqualificazione Industriale dell’area, lanciata con l’obiettivo di definire i fabbisogni di investimento delle imprese e chiusa il 12 ottobre 2017.
Al settore manifatturiero va la maggiore concentrazione degli investimenti, mentre al settore del commercio e alle attività di alloggio e ristorazione si associa il numero più elevato di proposte pervenute.
Oltre la metà delle proposte di investimento riguarda progetti di piccole dimensioni, al di sotto di 1,5 milioni di euro; ai progetti tra 1,5 e 20 milioni (37% del totale) si associa quasi il 45% degli investimenti e il 58% della nuova occupazione.
Sono 19 le manifestazioni che individuano progetti di investimento potenzialmente cantierabili e che potrebbero rientrare nel campo di applicazione della legge 181/89, per un ammontare di circa 75 milioni di euro di investimenti e oltre 500 nuovi addetti.
Attualmente sono in corso gli approfondimenti necessari per la definizione degli strumenti agevolativi e delle risorse finanziarie che saranno attivati e resi disponibili sul territorio.
Ma Cgil, Cisl e Uil, per voce dei rispettivi segretari Anselmo Briganti, Enrico Coppotelli e Gabriele Stamegna, invitano a restare con i piedi per terra: "è una notizia sicuramente positiva - spiegano in una nota - ma occorre continuare a lavorare seriamente e concretamente".
Secondo i tre esponeti, "il comunicato di Invitalia di oggi viene colto con favore, il lavoro svolto dalle parti sociali e istituzionali inizia a dare i primi concreti risultati, ma il percorso è ancora lungo ed è per questo che il manifesto per l’attrattività del territorio, frutto dell’iniziativa di Cgil, Cisl e Uil, che per ora è rimasto inascoltato, diventa prioritario nell’agenda del territorio per mettere a sistema e rendere concrete le 195 manifestazioni di interesse. Il Sindacato Confederale, come sempre, farà la sua parte perché, in un momento di profondo sconforto per il mondo del lavoro, questa notizia va concretizzata".

“La conclusione della call e le prime informazioni di Invitalia dimostrano che il nostro territorio può ancora essere attrattivo. C’è la volontà di tornare ad investire e creare sviluppo ed occupazione.  Questo è stato sin dall’inizio l’obiettivo della Provincia che attraverso  l’istanza presentata alla Regione Lazio ha dato avvio ad un processo che mi auguro possa realizzarsi in tempi  brevi. Adesso aspettiamo le verifiche da parte di Invitalia e facciamoci trovare pronti come territorio”. A dichiararlo il Presidente della Provincia Antonio Pompeo commentando le notizie dell’esito della call lanciata da Invitalia per l’Area di Crisi Complessa del sistema locale lavoro Frosinone – Anagni. La call servirà ad elaborare dei bandi e studiare le forme di sostegno più adatte a chi intende investire dando maggiori premialità ai progetti che mirano ad accrescere i livelli occupazionali senza dimenticare il bacino di lavoratori che negli ultimi anni hanno perso il loro posto di lavoro. 
“Sarà importante – argomenta  il Presidente Pompeo – oltre alla valutazione delle proposte relative alla call, continuare a pretendere  con determinazione l’attivazione di percorsi che aiutino questo territorio a creare le condizioni necessarie per lo sviluppo. Mi riferisco prima di tutto alle infrastrutture, senza le quali sarà difficile sostenere un nuovo modello capace di fare di Frosinone un punto nevralgico del sistema produttivo del Lazio, a pochi passi da Roma e di collegamento con altre importanti Regioni. E soprattutto mi auguro che sia stata recepita la difficoltà della Provincia di efficientare un servizio come quello ambientale di vitale importanza per il nostro ambiente e per lo sviluppo”.
“I numeri della call – conclude Pompeo – evidenziano che ci sono 195 proposte,  di cui 19 subito cantierabili. Lavoriamo tutti insieme, come abbiamo fatto fino ad oggi, affinché, si concretizzino subito queste opportunità, senza perdere l’occasione di provare a valorizzare anche i restanti progetti. L’Area di crisi è uno strumento che può funzionare e che va esteso anche alla zona sud della nostra provincia, il cui sistema produttivo al momento è in maggiore sofferenza”.


 


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