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Anagni. Il consigliere comunale Fernando Fioramonti dichiara conclusa la propria esperienza con i 5 Stelle. "Ma non uscirò dalla politica; ho preso un impegno con la città, ed intendo portarlo a termine”

9 agosto 2019

Ad Anagni il consigliere comunale Fernando Fioramonti ha deciso di considerare conclusa la propria militanza nei 5 Stelle. Lo ha fatto con una lunga nota postata sul proprio profilo Facebook, che Anagnia pubblica integralmente. 
“In tutte le storie serie, prima o poi bisogna fare i conti con la realtà ma soprattutto bisogna crescere e prendersi le proprie responsabilità. 
Di solito non prendo decisioni su due piedi, ci rifletto, forse pure troppo.
Da tempo ormai continuo ad affermare che il Movimento 5 Stelle non è più quello di un paio di anni fa. È vero, andare al governo per realizzare il programma prevede anche dei compromessi ma bisogna rimanere credibili. Perché poi di fatto i compromessi ci sono stati, basti vedere al brusco ridimensionamento del RdC (i 17 miliardi di tagli che si dovevano fare?), alla posizione Politica sulla TAV (decisione del governo scaricata sulle camere sapendo che tutti gli ALTRI avrebbero votato a favore della TAV) o sulla TAP come della stessa ideologia anti obbligo sui Vaccini (non se ne parla più), il compromesso c'è stato anche sull'idea politica di base del MoVimento che si è sempre posto come apartitico, né di destra e né di sinistra ma poi, nel falso nome del Contratto di Governo, ha avvalorato scelte Fasciste ed antiDemocratiche oltre che avvalorare la propaganda Governativa e non la Politica del fare. Le avvisaglie erano nell'aria e sono esplose con il caso Diciotti, eravamo contro l’immunità parlamentare, invece abbiamo salvato il cazzaro verde dal processo. Ci si difende NEI processi non DAI processi perché davanti la legge siamo tutti uguali. Per non parlare del voto di fiducia alle leggi, eravamo contro quando lo usavano gli ALTRI nelle precedente legislatura, oggi ne abusiamo noi. Ricordo che la discussione in aula delle leggi serve anche per migliorarle, questo dicevamo.
Infine il decreto sicurezza BIS, si impedisce di salvare vite in mare e addirittura di manifestare in piazza (ricordo la manifestazione dei lavoratori exvideocon, con questa legge avrebbero passato guai seri).
Eravamo quelli dello streaming a tutti i costi, della trasparenza, della condivisione. Invece mentre il PD trasmetteva in streaming la propria assemblea nazionale a me veniva fatto firmare un patto di riservatezza per non divulgare all’esterno cosa si sarebbe detto durante l’assemblea regionale con DI Maio. Non solo, ci vietavano foto e riprese, figuriamoci la diretta. Alla persona seduta al mio fianco hanno addirittura fatto cancellare la foto che aveva fatto a Di Maio sul palco. Atteggiamento da loggia massonica piuttosto che da movimento del cambiamento. 
Dovevamo cambiare questo sistema invece siamo diventati noi stessi il sistema.
Alla fine, la cecità di un gruppo dirigente farlocco, composto dal capo supremo e dal suo cerchio tragico, con la scusa di uno vale l’altro, ha consegnato l’Italia all’odio, alla rabbia e alla ricerca del capro espiatorio, il futuro che proponevamo non era questo… 
Detto ciò il mio percorso all’interno del Movimento 5 Stelle termina qui. 
Ora mi rivolgo a tutti quegli elettori che con il loro appoggio mi hanno permesso di sedere in consiglio comunale seppur in opposizione. 1620 persone, molte di più di quelle che hanno sbarrato il simbolo. Mi sono candidato per portare avanti un programma che avrebbe migliorato la vita degli anagnini, il mio impegno in tal senso non verrà meno. Sarò lì, in consiglio comunale, dove la democrazia cittadina ha il suo cuore e dove viene esercitata. Sarò lì, dall’unica parte giusta che conosco, quella che tutela i diritti degli anagnini. 
Nel prossimo consiglio comunale utile formalizzerò la mia uscita dal gruppo m5s ma 1620 voti mi spingono a non uscire dalla politica. Ho preso un impegno con la città, ed intendo portarlo a termine. Perché la politica senza senso di responsabilità non è utile alla nostra città”.
La nota diffusa da Fioramonti ha senz’altro il pregio della chiarezza. E del coraggio nell’analisi dell’involuzione di un movimento che, nato con grandi aspirazioni, si è andato arroccando negli ultimi tempi, a livello nazionale, su posizioni incomprensibili. Di fatto tradendo, come ha riconosciuto lo stesso consigliere, gli ideali originari. Ora Fioramonti dichiara però di voler restare in consiglio, pur essendo stato eletto con i voti del movimento (anche se lui chiarisce, che comunque, le persone che lo hanno votato sono “molte di più di quelle che hanno sbarrato il simbolo”). Proprio mentre in città in tanti, in queste ore, si stanno ponendo il problema di una possibile contraddizione. Si può restare in un’assise pubblica quando si è stati eletti con i voti di un movimento nel quale non ci si riconosce più? Una domanda che giriamo allo stesso Fioramonti.


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