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Anagni. Bagarre sui nuovi dipendenti. Natalia; “dopo 20 anni, finalmente arrivano nuove assunzioni”. Replica dell’opposizione: “possibili solo grazie al lavoro del commissario e della giunta Bassetta”

8 luglio 2019

Scoppia sull’assunzione di 8 nuovi dipendenti comunali l’ennesima polemica al vetriolo tra maggioranza ed opposizione al comune di Anagni. Con la maggioranza che annuncia le nuove assunzioni, e l’opposizione che ricorda come i meriti appartengano soprattutto alla precedente amministrazione. 
Questi i fatti. Nella mattinata di oggi, lunedì 8 luglio, il sindaco di Anagni Daniele Natalia con una nota ha fatto sapere che «dopo quasi venti anni il comune di Anagni torna ad assumere. Grazie al lavoro di programmazione della dottoressa M. A. Salvatori e alla lungimiranza della nostra amministrazione, la pianta organica dell'ente si arricchisce di 8 nuove unità a tempo indeterminato, che dopo aver superato gli apposti concorsi, oggi finalmente prendono servizio. Per questo – ha detto il sindaco-voglio ringraziare il consigliere Luigi Pietrucci per la serietà e la competenza messe a disposizione della comunità.
Sappiamo che c'è ancora tanto da fare per rendere ancora più efficiente una pianta organica che manca di quasi due terzi del personale necessario, ma grazie alla programmazione del fabbisogno del personale, da qui al 2021 verranno banditi altri concorsi pubblici per altre figure professionali necessarie a garantire i migliori servizi ai cittadini». 
All’annuncio del primo cittadino ha fatto seguito la replica del consigliere del Pd Sandra Tagliaboschi. Che ha fatto i suoi auguri ai neo dipendenti. Ricordando però che «l'iter per lo svolgimento dei concorsi è iniziato nel 2016 con la delibera n. 378 del 9 dicembre approvata dalla Giunta Bassetta, alla quale fa riferimento anche il commissario Di Donato nel suo piano triennale di fabbisogno di personale». Toni ripresi anche dal consigliere dei 5 Stelle Fernando Fioramonti. Che sul caso dei neo assunti ha detto che «a una persona poco attenta potrebbe sembrare che sia stata questa nuova amministrazione a indire i concorsi, invece la pianta organica per gli anni 2018/19/20 è stata fatta dal commissario prefettizio. Nelle delibere 19 e 33 del 2018 il commissario stabiliva il fabbisogno di personale del comune in 8 unità per il 2018, 4 per il 2019 e 6 per il 2020. Trovando allo stesso tempo le risorse finanziarie per assumerli.  Ricordo che per essere assunti da un ente pubblico va fatto un concorso e con i tempi tecnici eccoci che le assunzioni, previste e programmate dal commissario nel 2018, sono state fatte nel 2019 dopo i concorsi.  Quindi non era programmazione da parte di questa giunta ma solo il classico taglio del nastro dopo che qualcun altro ha fatto tutto il lavoro pesante». 
Le polemiche della minoranza hanno provocato la replica quasi immediata del consigliere Luigi Pietrucci: «la delibera 378 del 2016 della giunta Bassetta prevedeva altre figure professionali rispetto a quelle oggi assunte. Mi sembra che soltanto le due cat. C part time (agente polizia locale) fossero previste. Detto ciò è vero che questa amministrazione ha voluto seguire appena insediata, con grande senso di responsabilità, le intenzioni del commissario Di Donato e dare luogo ai concorsi previsti per il 2018. Ma è altrettanto vero che abbiamo potuto bandire e svolgere i suddetti concorsi perché a posto con tutti i documenti finanziari previsti dalla legge». Pietrucci si è poi rivolto, senza nominarla, alla Tagliaboschi; «qualcuna oggi, citando il piano del fabbisogno dell'amministrazione Bassetta, omette di dire che quella delibera fu resa nulla dalla nota vicenda del Bilancio Consolidato. Anzi proprio per il famoso “pastrocchio" del consolidato, sarebbe opportuno ricordare che furono annullati anche i rinnovi contrattuali di 5 dipendenti, assunti a tempo determinato». Il consigliere di Cuori anagnini ha poi trovato anche il tempo per battagliare con l’ex assessore Cicconi: «consiglio a qualche ex assessore al personale, poi cacciato dal colonnello, di spiegare come andarono le cose quando, per bisticciare con l'allora sindaco circa la necessità di nominare un dirigente, bloccarono di fatto altre assunzioni». Anche qui è arrivata la replica a stretto giro di posta: «Per me – ha detto Cicconi- fare i dirigenti era una follia, per questo ho litigato più volte col sindaco. Perché al comune servivano i soldati (gli impiegati per capirci) non i generali (ossia i dirigenti). E probabilmente c'ho rimesso la delega per questo. Ma non fa niente, lo rifarei senza problemi, perché quella del dirigente era una scelta sbagliata».


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