Questo sito prevede l'utilizzo di cookie. Continuando a navigare si considera accettato il loro utilizzo. Ulteriori informazioni
OK

Caro Assessore Marino, partigiani e repubblichini non furono la stessa cosa. Non lo furono affatto

25 aprile 2019

Caro assessore, non ci siamo. Capisco la volontà di esprimere le tue riflessioni sul 25 aprile, a poche ore dalla cerimonia che oggi pomeriggio vedrà il nostro Sindaco a Piazza Cavour. Ma ci sono delle cose che, nel tuo intervento di questa mattina, vanno sottolineate. E, secondo me, criticate.
1- Anzitutto, un peccato veniale. Scrivere, come fai tu, che la libertà e la democrazia  “come l’aria si sentono venir meno solo quando non ci sono”, è giusto. Ma, se lo fai, ricordato di dare il giusto merito ad un Padre della Patria come Pietro Calamandrei. Che in Discorso sulla costituzione (1955) scriveva che “libertà è come l'aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare”.
2- Ma, in fondo, questo è un peccato veniale. Andiamo alla sostanza. Tu scrivi che il 25 aprile deve diventare “la festa della libertà”, evitando “contrapposizioni e polemiche”. Tutto giusto. Qualche riga dopo tu scrivi che i partigiani erano ragazzi “ che avevano scelto consapevolmente di dedicare la loro vita per gli ideali e per la Patria”. Ed anche questo va bene. Però li consideri uguali a quelli che “scelsero la Repubblica Sociale e continuarono a combattere al fianco del vecchio alleato”. Insomma, i partigiani uguali ai repubblichini fascisti. Giovani, romantici, in buona fede. Ma fascisti. E casomai qualcuno non avesse capito ancora il senso delle tue parole, tu insisti; “ Quella che contò dopo l'8 settembre del 1943 fu, da ambo le parti, la volontà di continuare a combattere sotto la bandiera italiana, che avesse lo scudo sabaudo o l'aquila repubblicana poco importò”. “Poco importò”? Ho capito bene? Stai dicendo che stare dalla parte dei partigiani o da quella dei repubblichini , in fondo, fu quasi la stessa cosa?
No, assessore. Non fu affatto la stessa cosa. Da una parte c’era chi combatteva per tirarsi fuori da un regime. Dall’altra c’era chi lo faceva per provare a farlo restare, il regime. Posso accettare la buona fede, ma la verità storica è questa. Attento a non confondere le acque. Non ne abbiamo davvero bisogno.
Buon 25 aprile a tutti.


TI POTREBBERO INTERESSARE

In occasione della Festa della Liberazione, il 25 aprile 2017 l'amministrazione comunale di Anagni organizza una cerimonia commemorativa per ricordare l'anniversario della liberazione dell'Italia. Un giorno importante per la storia nazionale perchè rappresenta la lotta di resistenza militare e politica attuata dai partigiani durante la seconda guerra mondiale a partire dall' 8 settembre 1943 contro il governo della Repubblica Sociale Italiana e l'occupazione nazista. Dopo il raduno dei partecipanti alle ore 17.00 al Portico comunale, il corteo raggiungerà piazza Cavour dove verrà deposta una corona d'alloro al Monumento ai Caduti. Seguiranno il discorso del sindaco Fausto Bassetta e le letture sul tema in collaborazione con le scuole anagnine.
La Liberazione Nazionale dal nazifascismo, simbolicamente indicata al 25 aprile 1945, fu possibile grazie alle decine di migliaia di partigiani della Resistenza. Sono loro che hanno dato le origini all'odierna Repubblica Italiana: i 556 deputati che componevano l'Assemblea Costituente erano in gran parte membri dei partiti che avevano costituito il Comitato di Liberazione Nazionale. La Costituzione, elaborata e scritta dall'Assemblea, fu fondata sulla sintesi tra le rispettive convinzioni politiche e ispirandola ai principi di democrazia e antifascismo.
In occasione della Festa della liberazione l'amministrazione comunale invita la cittadinanza a partecipare alla cerimonia commemorativa presso il Monumento ai caduti di Piazza Cavour.
L’amministrazione comunale di Anagni ha commemorato la Liberazione in piazza Cavour nel pomeriggio del 25 aprile con la deposizione di una corona al Monumento dei caduti. Il sindaco Fausto Bassetta ha voluto che a farlo fossero gli studenti dell’Istituto di Istruzione “Guglielmo Marconi” premiati venerdì scorso dal presidente della Repubblica come autori di un video sulla Resistenza, vincitore del concorso nazionale indetto dal Ministero dell’Istruzione.Una studentessa, inoltre, ha letto in piazza la toccante poesia di Piero Calamandrei scritta per Albert Kesselring, comandante in capo delle forze armate di occupazione tedesche in Italia, esaltando i valori della Resistenza.
Sabato mattina 24 aprile gli alunni e i docenti dell’Istituto d’Istruzione superiore “G.Marconi”, che hanno vinto il concorso nazionale dal titolo “Dalla Resistenza alla cittadinanza attiva” in occasione del settantesimo anniversario della Liberazione verranno premiati al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dal Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. Con un video intitolato “Il dono della Costituzione”, girato per le strade della città di Anagni, i ragazzi del “G. Marconi”, diretto dalla prof.ssa Simona Scarsella, hanno voluto esprimere la bellezza della Carta Costituzionale, frutto di quel coraggio che distinse gli uomini e le donne d’Italia, nella lotta contro il Nazifascismo, per la libertà. Il video verrà per la prima volta proiettato sabato pomeriggio 24 aprile presso la biblioteca comunale di via G. Garibaldi a partire dalle ore18, in occasione del convegno sul settantesimo anniversario della Liberazione.